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Mercoledì, 29 gennaio 2020 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

Quando è il caso, è giusto complimentarsi con l’Agenzia

Venerdì, 6 novembre 2015

Caro Direttore,
che sia veramente un nuovo giorno?
Non smettiamo mai di pungolare l’Agenzia per taluni comportamenti, che troppo spesso denotano un accanimento, ai nostri occhi, che colpisce gli onesti e non solo i disonesti.

Ma stavolta siamo con l’Agenzia.
Ho ricevuto una comunicazione nella mia PEC in cui l’Agenzia mi avvisa di non aver ricevuto la mia dichiarazione IVA relativa al 2014, nonostante avessi presentato la comunicazione dati IVA.
Sorpreso, perché convinto di averla presentata con la dichiarazione dei redditi, mi accorgo invece che, effettivamente, erano separate e che avevo bellamente dimenticato di inviare la dichiarazione IVA.

Vero è che nessun danno patrimoniale avrei arrecato se non a me stesso (chiudevo con un piccolo credito). Tuttavia l’avviso dell’Agenzia, così tempestivo, mi ha evitato problemi peggiori.
Tra l’altro, hanno ricondotto il mio codice fiscale alla banca dati delle PEC per potermi inviare la comunicazione, informazione che invece non è presente nella dichiarazione.
Quindi... complimenti doppi.
Ecco il Fisco che vorremmo: l’uso della telematica non solo “contro”, ma anche “pro” contribuenti e, in definitiva, pro tutti.

Infine, mi complimento pure per il tono usato. La comunicazione chiude così: “Con questa lettera instauriamo un rinnovato dialogo per favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi tributari e una migliore relazione con il contribuente. Cordialmente Aldo Polito”.
E, nel caso, non si è trattato di una semplice “chiusura di stile”...


Giampiero Guarnerio
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano

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