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Mercoledì, 11 dicembre 2019 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

Siamo sicuri che con la fatturazione elettronica avremo più tempo?

Sabato, 30 giugno 2018

Gentile Redazione
intervengo a seguito della (sbigottita) lettura dell’articolo di Savino Gallo il quale riporta le parole del dottor Braga, commercialista in Novara (si veda “Con la fatturazione elettronica si potrà tornare a occuparsi di vera consulenza” del 29 giugno).
Il quale Braga parla di “grande vantaggio” per i commercialisti che finalmente potranno tornare a fare vera consulenza alle aziende grazie all’introduzione della fattura elettronica.

Allora mi chiedo: ma quante Italie esistono? Quanti tipi di professione esistono? Io, che sono modesto commercialista di Provincia, faccio lo stesso lavoro del dottor Braga?
Cerchiamo di comprendere bene la situazione perché altrimenti rischiamo di avallare innovazioni che in molte zone d’Italia appaiono marziane e del tutto fuori luogo.

Ho clienti che, mediamente, emettono circa 60 fatture al giorno e che non sono in grado di utilizzare gli strumenti telematici per la loro attività (colpa nostra? colpa loro? colpa delle infrastrutture che mancano?).
Questi clienti riverseranno sul nostro studio la mole di emissione delle fatture le quali, in base alle disposizioni normative, dovranno essere emesse entro le ore 24 del giorno di effettuazione dell’operazione. Questo tempo che noi impiegheremo (anche dopo l’ora dell’aperitivo digitale) per inviare allo SdI le famigerate fatture, ci lascerà liberi e sereni di affrontare lunghe sedute consulenziali pagate a peso d’oro? Ne siamo proprio certi?

Siamo sicuri che la ricezione delle fatture passive dei nostri clienti, al pari di quelle attive, ci restituirà serenità? Quante volte queste fatture dovranno fare la “navetta” tra noi, il nostro cliente e lo SdI? Per i pagamenti, perché sono sbagliate, perché non vengono accettate in quanto difformi dall’ordine... E noi lì, lì nel mezzo, tra SdI, cliente e fornitore a fare da vigili urbani passando carte (rigorosamente in formato elettronico) senza capirci più nulla di quello che sta succedendo. Finché ne avremo, ovviamente.

Siamo proprio sicuri che sarà un miglior tempo per noi?
Il dottor Braga appare però fiducioso al punto di affermare che ai propri clienti non farà pagare un euro in più per il servizio perché risparmierà sull’inserimento contabile (nel frattempo però le software house hanno già presentato i loro succosi preventivi per l’implementazione dei software).

Da qui la conclusione: o io non riesco a comprendere la portata di questa innovazione e quindi è bene che lasci questa professione o forse immagino scenari (vicini alla mia realtà) che non a tutti sono ancora chiari o non fanno parte della loro realtà.
Una soluzione però sono sicuro di indovinarla: chiederò a chi offrirà questo servizio gratuitamente di farlo anche per i miei clienti così che io possa godermi l’attività consulenziale senza l’ansia della mezzanotte che, come nelle migliori favole, porterà la sanzione per chi non sarà riuscito a imbucare tutte le fatture del giorno. Risparmierò, guadagnerò di più e avrò tanta, ma tanta serenità in più.


Paolo Garzi
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Arezzo

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