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Sabato, 15 dicembre 2018 - Aggiornato alle 6.00

Notizie in breve

La pace fiscale solo per chi dichiara ma non paga escluderebbe quasi l’85% delle cartelle

/ REDAZIONE

Mercoledì, 10 ottobre 2018

Se la “pace fiscale” si applicasse solo a favore di chi non ha pagato, ma ha dichiarato fedelmente il proprio debito di imposta all’Erario, gli importi iscritti a ruolo nelle cartelle esattoriali interessate non supererebbero il 15% del totale.
L’ha affermato ieri, con un comunicato stampa, il CNDCEC.

I commercialisti riportano il contenuto della Relazione sull’evasione fiscale e contributiva allegata alla Nota di aggiornamento al DEF 2018, in cui si evidenzia chiaramente che “nella media del periodo 2011-2016 il gap complessivo relativo all’IRPEF da lavoro autonomo, IRES, IVA, IRAP, locazioni e canone RAI ammonta a circa 86,4 miliardi di euro: di questi, 13,2 miliardi sono ascrivibili alla componente dovuta ad omessi versamenti ed errori nel compilare le dichiarazioni, mentre il gap derivante da omessa dichiarazione ammonta a circa 73,2 miliardi di euro”.
In altre parole, prosegue il comunicato, solo il 15,3% dell’evasione è di chi “dichiara e poi non paga”, il restante 84,7% deriva da dichiarazione infedele od omessa.

Secondo il CNDCEC, la pace fiscale così delineata comporterebbe l’esclusione di tutte le cartelle esattoriali emesse dall’Amministrazione finanziaria non già sulla base della mera liquidazione della dichiarazione presentata dal contribuente e dal riscontro dei mancati versamenti dovuti in forza degli importi a debito evidenziati dal contribuente stesso, bensì sulla base di un’attività di accertamento dell’Amministrazione finanziaria che ha fatto emergere un debito o un maggior debito di imposta che il contribuente non aveva evidenziato, in tutto o in parte, nella propria dichiarazione.

“Non vi è dubbio – ha commentato il Presidente del Consiglio nazionale Massimo Miani – che un’ipotesi di saldo e stralcio che riguardasse anche gli importi dovuti a titolo di imposta e che si applicasse indistintamente su tutte le cartelle sarebbe un classico condono, ma è d’altro canto evidente che un provvedimento limitato alle sole cartelle emesse sulla base della liquidazione della dichiarazione presentata dal contribuente, con esclusione di quelle emesse a seguito di accertamento di una maggiore imposta da parte dell’Amministrazione finanziaria, avrebbe una portata estremamente limitata”.

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