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Lunedì, 22 ottobre 2018 - Aggiornato alle 6.00

Notizie in breve

Per l’Ufficio parlamentare di bilancio le previsioni della Nota al DEF non sono validabili

/ REDAZIONE

Mercoledì, 10 ottobre 2018

L’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB) – organismo indipendente che svolge analisi e verifiche sulle previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica del Governo – “boccia” le previsioni macroeconomiche sul 2019 del quadro programmatico della Nota di aggiornamento al DEF.

Il Presidente dell’UPB Giuseppe Pisauro è stato infatti ascoltato ieri in audizione dalle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, riunite in seduta congiunta, nell’ambito dell’esame preliminare della Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza. In tale contesto, l’Ufficio parlamentare di Bilancio ha fornito una valutazione del quadro macroeconomico programmatico, che incorpora gli effetti della prossima manovra di bilancio, avvalendosi, come di consueto, delle analisi del panel di previsori (oltre all’UPB, CER, Prometeia, Ref-Ricerche).

L’UPB ritiene che non sia possibile validare le previsioni macroeconomiche sul 2019 del quadro programmatico della Nota di aggiornamento al DEF 2018: i significativi e diffusi disallineamenti relativi alle principali variabili del quadro programmatico – rispetto alle stime elaborate dal panel dei previsori – rendono eccessivamente ottimistica la previsione di crescita sia del PIL reale (1,5%) sia di quello nominale (3,1% nel 2019), variabile quest’ultima considerata cruciale per la dinamica degli aggregati di finanza pubblica.

I disallineamenti che inducono un giudizio negativo riguardano, in ultima analisi, la dimensione – ma non il segno – dell’impatto della manovra sul quadro macroeconomico. Inoltre, vanno ricordati i forti rischi al ribasso cui sono soggette le previsioni per il 2019 alla luce di diversi fattori:
- le deboli tendenze congiunturali di breve termine, che rendono poco realistici forti trend al rialzo rispetto allo scenario tendenziale del prossimo anno;
- la possibilità che nelle attese degli operatori di mercato lo stimolo di domanda ingenerato dall’espansione dell’indebitamento venga limitato dal contestuale aumento delle turbolenze finanziarie.

Disallineamenti rispetto alle stime del panel UPB e fattori di incertezza sulla crescita reale riguardano anche il biennio 2020-2021, periodo al di fuori dell’orizzonte di validazione.

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