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Martedì, 2 giugno 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Import agevolato per le sole mascherine «certificate»

Assonime ha riepilogato i requisiti per beneficiare dell’esenzione da dazi e IVA e per lo svincolo diretto

/ Emanuele GRECO

Martedì, 19 maggio 2020

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Numerosi interventi normativi e amministrativi si sono succeduti negli ultimi mesi per regolare le importazioni e le esportazioni di beni destinati a fronteggiare l’emergenza derivante dalla diffusione del COVID-19.
Assonime, con la circolare n. 7 datata 17 maggio 2020 e diffusa ieri, fornisce un significativo quadro di sintesi delle diverse disposizioni emanate (a livello unionale e a livello amministrativo), nonché della prassi amministrativa (sia in forma di nota o circolare, sia in forma di FAQ pubblicate sul sito internet dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), al fine di descrivere l’impatto delle stesse e di fornire un concreto ausilio agli operatori del commercio internazionale e della supply chain.

Le misure di maggiore rilievo introdotte nella fase emergenziale riguardano:
- lo snellimento delle procedure di sdoganamento (mediante l’istituto dello “svincolo diretto” e dello “svincolo celere”), al fine di contribuire al rapido e efficiente approvvigionamento di tutti i dispositivi di protezione individuale, nonché di beni mobili di qualsiasi genere occorrenti per fronteggiare l’emergenza sanitaria (cfr. ordinanza n. 6 del Commissario straordinario);
- l’esenzione da dazi e da IVA all’importazione, fino al 31 luglio 2020, per i dispositivi di protezione individuale e per i materiali necessari a fronteggiare l’emergenza, oggetto di importazione sa Stati terzi (cfr. decisione Commissione Ue n. 491/2020).

In merito alle procedure di sdoganamento per le mascherine, Assonime riepiloga i chiarimenti forniti in diversi documenti messi a disposizione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sul proprio sito internet.
Ai fini dell’importazione, è necessario distinguere fra tre tipologie di prodotti:
- le mascherine c.d. “chirurgiche”, qualificabili come dispositivi medici;
- le mascherine protettive per il viso, di tipo almeno FFP2 e FFP3, annoverabili tra i dispositivi di protezione individuale;
- le mascherine “generiche”.

Per le mascherine delle prime due categorie, importate in favore di specifici destinatari (Regioni e Province autonome; Enti territoriali locali; Pubbliche Amministrazioni; Strutture ospedaliere pubbliche ovvero private accreditate e/o inserite nella rete regionale dell’emergenza; Soggetti che esercitano servizi pubblici essenziali, di pubblica utilità e/o interesse pubblico), lo sdoganamento avviene con svincolo diretto.

Se il marchio CE è presente e valido, il dispositivo è sdoganabile immediatamente; altrimenti occorre inviare apposita autocertificazione all’Istituto Superiore di Sanità (nel caso delle mascherine “chirurgiche”) ovvero all’INAIL (nel caso delle mascherine FFP2 e FFP3).

Nei casi di importazione di mascherine DM o DPI per uso personale, non è possibile accedere alle procedure di sdoganamento né con svincolo diretto, né con svincolo celere. Tuttavia, nel caso di specie, gli Uffici Doganali “procederanno allo sdoganamento celere della merce senza segnalazione per requisizione in quanto in relazione alla ridotta quantità di materiale importato si presuppone l’uso lecito e personale della merce” (FAQ Agenzia Dogane e Monopoli).

Per quanto riguarda, infine, le mascherine “generiche” che apparentemente sembrano mascherine “chirurgiche”, ma che in realtà non sono né testate, né certificate, invece, non è utilizzabile né la procedura di svincolo diretto, né lo svincolo celere. Le mascherine “generiche” possono essere sdoganate solo se soddisfino le condizioni di produzione e messa in commercio indicate nella circ. MISE n. 107886/2020.

In merito all’esenzione da dazi all’importazione, Assonime fornisce un interessante riepilogo dei beni che, in ragione della loro classificazione merceologica, sarebbero soggetti ad un’aliquota daziaria diversa da zero. Solo per questi, l’esenzione garantisce un beneficio finanziario apprezzabile. Si tratta, ad esempio delle già menzionate mascherine chirurgiche (12%), di vari indumenti protettivi per uso chirurgico/medico (12%), alcune tipologie di guanti (6,5%-8,9%), schermi facciali, tubi sterili, acido salicilico (6,5%), nonché delle mascherine FFP2 e FFP3 (6,3%).
Tra i prodotti importati per il contrasto all’emergenza da COVID-19 sono ad aliquota daziaria zero, invece, prodotti come i dispositivi di ventilazione, la quasi totalità dei saponi per mani, i tamponi, i kit diagnostici.

Come già chiarito nella circ. Agenzia delle Dogane n. 6/2020, è da intendersi riconosciuto il beneficio dell’esenzione dai diritti doganali anche all’immissione in libera pratica di beni che risultano ceduti allo Stato estero (non soggette ad IVA ai sensi dell’art. 7-bis del DPR 633/72), anche qualora l’importazione non sia effettuata direttamente dal destinatario finale del bene ma per suo conto.

Limiti all’esportazione fino al 25 maggio

Per limitare l’esportazione dei beni necessari al contenimento dell’emergenza, come noto, il Regolamento Ue n. 568/2020 richiede il rilascio di un’apposita autorizzazione da parte delle Autorità competenti (per l’Italia, il Ministero degli Affari esteri). La suddetta misura restrittiva è in scadenza il 25 maggio 2020, fatta salva l’adozione di un nuovo Regolamento che proroghi l’efficacia del precedente.

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