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Domenica, 24 gennaio 2021

IMPRESA

Compensi di amministratori e sindaci degli ETS anche in forma anonima

Non è necessaria una pubblicazione dei dati nominativa se si può diffondere un’informativa valida per tutti i soggetti di una determinata categoria

/ Luciano DE ANGELIS

Giovedì, 14 gennaio 2021

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I dati relativi agli emolumenti, compensi o corrispettivi a qualsiasi titolo attribuiti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo, ai dirigenti nonché agli associati degli enti del Terzo settore possono essere pubblicati anche in forma anonima.
È quanto si legge nella nota del Ministero del Lavoro n. 293 del 12 gennaio 2021 pubblicata ieri, avente a oggetto “Articolo 14, comma 2, d.lgs. 3 luglio 2017, n. 117 (Codice del Terzo settore)”.

Tale articolo, si ricorda, stabilisce che gli enti del Terzo settore con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate superiori a 100.000 euro annui devono in ogni caso pubblicare annualmente e tenere aggiornati nel proprio sito internet, o nel sito internet della rete associativa di cui all’art. 41 cui aderiscono, gli eventuali emolumenti, compensi o corrispettivi a qualsiasi titolo attribuiti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo, ai dirigenti nonché agli associati.

Sul tema, in particolare, viene richiesto al Ministero del Lavoro “se gli emolumenti e i compensi debbano essere pubblicati individualmente e/o nominalmente per ciascuno dei soggetti richiamati dalla norma o in alternativa, come dato aggregato, distinto per categoria soggettiva (organi di amministrazione e controllo, ove percepiscano compenso; dirigenti; associati)”, richiedendo infine, se disponibili, eventuali “modelli o standard in tal senso”.

A riguardo l’art. 14, comma 2 del CTS deve essere letto, si precisa nella nota, “in stretta connessione con l’obbligo di destinazione esclusiva delle risorse finanziarie e strumentali dell’ETS al perseguimento degli scopi statutari, come esplicitato nell’articolo 8, comma 1 del CTS, a presidio dell’assenza dello scopo di lucro, che costituisce uno degli elementi caratterizzanti la figura giuridica soggettiva di ETS (art. 4, comma 1 del CTS)”. Attraverso tale articolo, secondo il Ministero, si è operato un bilanciamento di diversi valori: da un lato la riservatezza, dall’altro la trasparenza.
L’interesse del singolo alla riservatezza deve contemperarsi con quello del pubblico a conoscere elementi informativi rilevanti, quali l’impiego da parte dell’ETS delle risorse che gli pervengono non solo dal bilancio delle pubbliche amministrazioni ma più in generale anche da soggetti privati. Questi hanno il diritto di sapere come tali risorse, ricevute per lo svolgimento delle attività di interesse generale, per il perseguimento di finalità “civiche, solidaristiche e di utilità sociale”, vengano concretamente impiegate e gestite.

Venendo esplicitamente al chiarimento richiesto, il Ministero chiama in causa il DM 4 luglio 2019 recante l’adozione delle Linee guida in tema di bilancio sociale, nel quale, dopo aver evidenziato le informazioni da fornire nel bilancio sociale (per gli enti con introiti superiori al milione di euro) rileva che “Le informazioni sui compensi di cui all’art. 14, comma 2 ... costituiscono oggetto di pubblicazione, anche in forma anonima, sul sito internet dell’ente o della rete associativa cui l’ente aderisce”.

In relazione a quanto sopra, si legge nella nota, non sarà necessaria una pubblicazione nominativa ogni qualvolta sarà possibile diffondere un’informativa valida per tutti i soggetti appartenenti a una determinata categoria (ad esempio specificando il trattamento previsto tanto per i componenti dell’organo di controllo quanto la maggiorazione spettante al presidente dello stesso; oppure individuando tra i dirigenti una o più categorie retributive e specificando il trattamento lordo associato a ciascuna di esse).

La pubblicazione di un dato aggregato non è invece sufficiente

Non appare sufficiente, invece, secondo la nota ministeriale, in quanto non caratterizzata da livelli di trasparenza in linea con le previsioni di legge “la pubblicazione di un dato aggregato, in quanto all’interno di esso potrebbero rinvenirsi posizioni differenziate che non verrebbero messe a fuoco da quanti fossero interessati all’informazione”.
Dovranno altresì essere tenuti distinti gli importi dovuti a titolo di “retribuzione” da quelli corrisposti a titolo di “indennità particolare” (ad esempio parametrata ai giorni in cui un determinato organo si riunisce) o di “rimborso spese” (in questo caso, trattandosi di somme attribuite a fronte di spese documentate potrà essere sufficiente individuare il numero di beneficiari, l’importo medio, l’importo massimo e quello minimo riconosciuti).

Il Ministero, infine, non ritiene di dover fornire format o modelli, in quanto la struttura di essi potrebbe variare per i vari enti. Eventualmente potrebbero essere adottati modelli dall’organo di controllo dell’ETS in virtù del suo ruolo di organo di vigilanza sull’osservanza della legge e dei principi di corretta amministrazione.

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