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Martedì, 28 settembre 2021 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

Se si sceglie di votare in presenza si rischia di diminuire la partecipazione

Martedì, 20 luglio 2021

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Caro Direttore,
il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti Contabili ha indetto le elezioni degli Ordini locali per il prossimo 11 e 12 ottobre. Inoltre, ha lasciato ai singoli Consigli degli Ordini la scelta tra la modalità “in presenza” e quella “da remoto”.

Con l’Informativa n. 77 del 14 Luglio 2021 è stata indicata la piattaforma SkyVote Cloud allegando adeguato materiale informativo da cui si evince che la stessa è stata utilizzata, tra gli altri, da: Consiglio Nazionale del Notariato e dai relativi Consigli distrettuali, Ordini territoriali Chimici Fisici, Ordini territoriali Geologi, Ordini territoriali Veterinari, Cassa forense, Inarcassa, Fondazione Enasarco, ENPAP e ONAOSI.

Ciò premesso, appare pacifico ritenere che i Consigli degli Ordini locali dovrebbero prendere la propria scelta favorendo in primo luogo la massima partecipazione degli iscritti e delle iscritte, specialmente nel caso in cui sia presente più di una lista. Anche nel caso di lista unica, comunque, la percentuale di votanti contribuisce a definire il grado di “legittimazione” (dato che la legittimità è fuor di dubbio) dei futuri rappresentanti della categoria a livello locale.

Ci si aspetta, quindi, che ogni Consiglio si ponga una sola domanda: “Cosa possiamo immaginare riguardo alla diffusione del COVID-19 per la metà di Ottobre?”
Ovviamente, “nessuno ha la sfera di cristallo” e, ad oggi, nessun modello matematico si spinge così in là nella previsione.

Alcuni dati sufficientemente certi però li abbiamo e possono essere di seguito sintetizzati:
- le previsioni effettuate il 12 luglio scorso dall’European Covid-19 Forecast Hub stimano che entro la settimana 31 (2-8 Agosto) si registreranno aumenti sia per le infezioni che per i decessi. È verosimile che, a causa della cosiddetta “variante delta”, si arrivi ad una quintuplicazione degli attuali dati, giungendo a livelli corrispondenti a quelli osservati durante i picchi dell’autunno 2020 e dell’Aprile 2021;
- in Israele, Paese in cui il livello di vaccinazioni ha raggiunto livelli record, la variante sta colpendo coloro a cui è stata somministrata una sola dose (in Italia sono il 18,3% della popolazione; dato Fondazione Gimbe 15 Luglio 2021 h 06:12) e i non vaccinati (49% della popolazione italiana). Inoltre, gli studi ad oggi disponibili confermano che chi ha ricevuto le due dosi è protetto dalla malattia ma non dalla possibilità di potersi nuovamente infettare – e quindi contribuire alla diffusione ulteriore del contagio;
- l’OMS ha comunicato lo scorso 14 Luglio che nuove varianti del virus SarsCoV2 potrebbero diffondersi in tutto il mondo.

Cosa ci indicano questi dati? Che nei prossimi mesi il numero di infettati è sostanzialmente certo che crescerà e, verosimilmente, potranno emergere nuove varianti. Di fronte a una così chiara evidenza, un qualsiasi Consiglio di un Ordine locale non dovrebbe far altro che scegliere di ricorrere al voto elettronico, visto che:
a) è sicuro (come dimostra la lunga lista di Enti che l’ha adottata);
b) la categoria è da tempo abituata a svolgere telematicamente molta parte della propria attività professionale, per cui non possono essere avocati a favore della decisione del “voto in presenza” ipotetici rischi di digital divide;
c) sulla base della distribuzione degli/lle iscritti/e all’Ordine emerge che la fascia di età con maggiori iscritti/e è quella tra i 40 e i 60 anni. Tale fascia di età risulta ad oggi non vaccinata o solo parzialmente vaccinata – e quindi maggiormente a rischio, specialmente per la variante Delta – per una percentuale che oscilla tra il 39,2% (50-59 anni) e il 61,2% (40-49 anni). A ciò si aggiunga che oltre un terzo degli ultra sessantenni (che sono quasi il 18% della categoria) risulta a rischio (il 34,9% non risulta vaccinato o vaccinato parzialmente), per non parlare dei tre quarti degli/lle iscritti/e fino a 40 anni (73,4%).

Sulla base di tali evidenze empiriche finora esposte, sia consentito chiedersi: “A chi conviene – specialmente negli ordini locali in cui si sono presentate più liste – scegliere di votare in presenza, rischiando di diminuire la partecipazione effettiva nell’occasione che più di tutte incarna il concetto di «democrazia rappresentativa» di un Ordine locale?”
Forse, quando il Consiglio Nazionale ha lasciato la libertà di scelta ci si aspettavano degli scenari migliori ma ora la situazione è quella descritta. Perché non prenderne atto e agire da persone razionali e, soprattutto, da “professionisti utili al Paese”?


Lara Pomponi
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Teramo

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