Domande di reddito di libertà bloccate per carenza di budget accolte in automatico
Con il messaggio n. 2453/2022, l’INPS ha fornito alcuni chiarimenti con riguardo al finanziamento del reddito di libertà, il contributo economico introdotto dall’art. 3 del DPCM 17 dicembre 2020 per contenere i gravi effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica subiti dalle donne vittime di violenza in condizione di particolare vulnerabilità o di povertà.
Occorre ricordare che l’art. 2, comma 2 del citato DPCM dispone che le risorse statali attribuite a ciascuna Regione possono essere incrementate dalle medesime Regioni con ulteriori risorse proprie traferite direttamente all’INPS, previa presentazione di apposita istanza di incremento del budget, da trasmettere (messaggio INPS n. 1053/2022) alla PEC della Direzione centrale Inclusione sociale e invalidità civile dc.inclusionesocialeeinvaliditacivile@postacert.inps.gov.it.
Tali risorse saranno utilizzate dall’INPS per gestire le istanze di reddito di libertà presentate nella stessa Regione/Provincia autonoma e non accolte per insufficienza della quota iniziale di stanziamento statale assegnato alla medesima Regione/Provincia autonoma. Tali domande, spiega l’INPS, saranno istruite e liquidate automaticamente secondo l’ordine cronologico di acquisizione dei dati da parte dell’INPS mediante l’apposito servizio on line e l’eventuale accoglimento verrà comunicato all’interessata utilizzando i dati di contatto indicati in domanda.
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