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Sindacati contro l’estensione del visto di conformità ai tributaristi

/ REDAZIONE

Mercoledì, 24 maggio 2023

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Nell’ambito dell’iter parlamentare del decreto “Bollette”, il cui Ddl. di conversione, approvato dalla Camera il 18 maggio, da ieri è all’esame delle Commissioni Finanze e Sanità e lavoro del Senato, è arrivato il via libera a un ordine del giorno che impegna il Governo a estendere, con il primo provvedimento utile, la competenza ad apporre il visto di conformità anche ai tributaristi, di cui alla L. 4/2013.

Si tratta, al momento, solo di un ordine del giorno, ma tanto è bastato per provocare la dura reazione dei sindacati dei commercialisti, che ieri hanno diffuso uno comunicato stampa congiunto sul tema. “Il parere favorevole del Governo – scrivono nella nota stampa – all’OdG proposto dal Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati rende quasi inutile continuare a mantenere il sistema ordinistico delle professioni intellettuali”. Nonostante il fatto che, a oggi, sia solo un “impegno ad approfondire la questione, è comunque un segnale di pericolosa mancata conoscenza delle competenze esclusive della professione del dottore commercialista e anche dello stesso strumento del visto di conformità”.

Le nove associazioni sindacali che firmano la nota stampa (ADC, AIDC, ANC, ANDOC, FIDDOC, SIC, UNAGRACO, UNGDCEC, UNICO) ricordano che a differenziare la professione ordinistica da quella non regolamentata ci sono “la vigilanza ministeriale, la formazione obbligatoria, gli adempimenti antiriciclaggio, la disciplina e i codici deontologici, per non dire dei requisiti della laurea e del tirocinio obbligatorio, nonché della formazione permanente continua, che garantiscono il cittadino – e l’Erario – del livello e della qualità della prestazione professionale”.

Il visto di conformità sulle dichiarazioni fiscali dei contribuenti è un “adempimento delicato”, che non può essere consentito a categorie che “non sono adeguatamente formate né monitorate”.

Piuttosto, continuano i sindacati, bisognerebbe porre l’attenzione a “snellimento degli iter burocratici, malfunzionamenti dei siti istituzionali, inaccessibilità agli uffici pubblici nei quali non è possibile prendere appuntamento per mesi e mesi. Sulle molte tematiche utili a elevare la tutela del contribuente e a migliorare il rapporto tra Stato e cittadino, piuttosto che a svilirlo”.

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