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LETTERE

Sulla vicenda del CPO dell’Ordine di Cagliari è necessario fare chiarezza

Giovedì, 14 settembre 2023

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Caro Direttore,
il contributo dei colleghi Demara, Mereu, Pani pubblicato il 7 settembre (si veda “I CPO devono fare da collante non solo nelle parole ma nei fatti”) merita la replica da parte della sottoscritta Presidente del decaduto CPO di Cagliari.
Infatti, se è vero che tutte le opinioni devono essere rispettate, è ancor più certo che la verità consente, da una parte, di maturare correttamente i convincimenti di ciascuno e, dall’altra parte, di apprezzare la coerenza e la serietà dei comportamenti degli individui.

A tal fine è utile ripercorrere – per quanto rileva precipuamente – quanto da me compiuto in qualità di Presidente del CPO, sia attraverso la chat di WhatsApp costituita con la partecipazione di tutti i Componenti del CPO, sia a mezzo PEC, come segue.
Il 7 giugno scorso condivido sulla chat l’Informativa n. 78 recante modifiche al Regolamento CPO.

Il giorno successivo (8 giugno): il collega Ettore Turnu risponde per ringraziami; nessun altro Componente risponde.
Nella stessa data (8 giugno) segue mio post con cui comunico che a breve avrei convocato una riunione sia per definire la presentazione del bilancio di genere, sia per confrontarsi in merito alla futura designazione del Rappresentante regionale: nessun membro interviene/risponde.

Il 26 giugno comunico ai Componenti che, d’accordo con la Segreteria dell’Ordine, è stata richiesta la disponibilità della piattaforma on line per procedere alla presentazione del bilancio di genere agli iscritti. Propongo di fissare la data post 15 luglio: la collega Tecla Garau risponde per ringraziami; nessun altro Componente risponde.

A stretto giro inoltro (nella chat) la schermata ricevuta dalla Segreteria dell’Ordine con le date disponibili. Consiglio di escludere le date antecedenti il 18 luglio; risponde la sola Tecla Garau suggerendo le date 21 o 25 luglio; nessun altro Componente interviene/risponde.

Due giorni dopo (il 28 giugno) invio un garbato sollecito. Chiarisco: che vi è la necessità di “bloccare” la data sulla piattaforma; che è doverosa la partecipazione di tutti i Componenti alla presentazione del bilancio di genere (ovvero di tutti i Componenti che avevano partecipato alla stesura) e che dunque la data deve essere condivisa; nessun Componente risponde.

Il 3 luglio inoltro l’Informativa n. 88 (modifiche al Regolamento CPO). Comunico che a breve avrei convocato una riunione del Comitato; nuovamente è la sola Tecla Garau che interviene per ringraziarmi, nessun altro Componente risponde.

Constatata la latitanza dei Componenti, a eccezione della collega Garau (componente non dimissionaria), l’11 luglio ho trasmesso una PEC a tutti i Componenti.
Come rilevabile dal testo a vostra disposizione, ho richiesto a ciascuno, se interessato, di proporre la propria candidatura quale Rappresentante regionale entro il successivo 18 luglio.
Nessun Componente ha risposto alla PEC con uguale mezzo, né con altre modalità.

Al solo fine di evitare che l’Ordine di Cagliari non formalizzasse alcuna proposta, a ridosso della scadenza del 18 luglio ho presentato la mia candidatura. Nella riunione del 25 luglio i Presidenti dei diversi CPO della Regione hanno ritenuto di indicarmi quale Rappresentante regionale.
Il giorno seguente (26 luglio) ho comunicato nella chat tale designazione.

Seguono in rapida successione:
- le dimissioni dei colleghi Carla Mereu e Giuseppe Demara, giustificate dalla “mancata condivisione degli obiettivi”;
- le dimissioni della collega Katiuscia Pani, membro non effettivo, giustificate dalla “mancata condivisione degli obiettivi”;
- le dimissioni del collega Ettore Turnu, giustificate da motivi personali e “per la mancata condivisione della modifica al Regolamento, imposta con valenza immediata dal CNDCEC in data 22 Giugno u.s.”;
- le dimissioni della collega Roberta Serra, giustificate da motivi personali.

Sarebbe per me agevole commentare i comportamenti dei Colleghi dimissionari del CPO di Cagliari, tanto con riferimento alla succinta ricostruzione che precede, quanto, ancor più, alla luce delle considerazioni che hanno ritenuto di portare alla vostra attenzione, con conseguente pubblicazione il 7 settembre scorso.
Ho sempre ritenuto tuttavia che per la nostra Categoria siano ben più importanti i fatti, i comportamenti reali, la serietà e il rispetto fra i colleghi, piuttosto che altre occupazioni che a mio modesto parere sono contrarie ai principi e allo spirito pure richiamati nella nota trasmessavi. Ritengo dunque di seguitare con i costumi che mi appartengono e che condivido con i colleghi con cui sono stata eletta (l’anno scorso) quale componente del Consiglio dell’Ordine di Cagliari.

Rilevo esclusivamente – in quanto mi pare sufficiente – che affermare di non essere stati interpellati non risponde al vero. Ho trasmesso infatti a ciascuno una PEC con sette giorni di anticipo e nessuno dei destinatari ha ritenuto di comunicare alcunché. Ugualmente falso è l’essere venuti a conoscenza della nomina per “altre vie”: il mio messaggio sulla chat è del 26 luglio, giorno successivo alla nomina, alle ore 9:13.

Rilevo altresì che fino a oggi non si è potuta fissare la data di presentazione del bilancio di genere agli iscritti in quanto nessuno, salvo la menzionata collega Garau, ha avuto la disponibilità e la correttezza di indicare la data che gli risultava confacente per partecipare al relativo evento.

Il rispetto verso il prossimo, il desiderio e la volontà di lavorare e costruire, il poco tempo a disposizione di tutti noi che con impegno svolgiamo la professione mi suggeriscono di non attardarmi oltre.
È però singolare che proprio quei rappresentanti degli iscritti – che si sono sistematicamente “negati” alle richieste e alle comunicazioni ripetutamente inviate loro dal Presidente del Comitato di cui sono membri – lamentino carenze di ascolto, mancanza di mediazione/condivisione, scarsità di rappresentanza delle istanze e delle esigenze della Categoria.


Martina Olla
Consiglio dell’ODCEC di Cagliari

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