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Anche il CNDCEC contro gli avvisi del Fisco ai forfetari

/ REDAZIONE

Sabato, 23 settembre 2023

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“Il kit di dati a disposizione dell’Amministrazione finanziaria, se efficacemente utilizzato, è più che sufficiente per intercettare eventuali situazioni anomale, soprattutto dopo l’avvento della fatturazione elettronica”. Dopo le associazioni sindacali di categoria, anche il Consiglio nazionale dei commercialisti si schiera contro l’Agenzia delle Entrate, sulla questione relativa all’invio delle lettere di compliance ai contribuenti in regime forfetario.

Le missive fatte recapitare in questi giorni dal Fisco segnalano anomalie nella compilazione del quadro RS del modello REDDITI 2022 PF, nello specifico la mancata indicazione degli elementi informativi obbligatori richiesti ai sensi dell’art. 1 comma 73 della L. 190/2014. Per questo, si chiede ai contribuenti di mettersi in regola attraverso il ravvedimento operoso, inviando una dichiarazione integrativa in modo da poter beneficiare della riduzione delle sanzioni.

“Non condividiamo – ha spiegato il Presidente del CNDCEC, Elbano de Nuccio, in una nota stampa diffusa ieri – l’utilizzo delle cosiddette lettere di compliance per l’eventuale omissione di indicazione di dati che non hanno nessuna incidenza sulla determinazione dei tributi dovuti. Da sempre, peraltro, riteniamo ultronea la richiesta di dati sugli acquisti ai soggetti forfettari”.

“Il regime forfettario – continua la nota – nasce proprio per forfettizzare la base imponibile ad una percentuale dei ricavi/compensi con la conseguente ipersemplificazione degli obblighi contabili. Richiedere dati relativi al ciclo degli acquisti nella sostanza vanifica questa semplificazione perché per intercettare i dati richiesti nel quadro RS è necessario totalizzare e quindi, sostanzialmente, contabilizzare i relativi documenti”.

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