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Domenica, 31 agosto 2025

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Linee guida dei commercialisti sulla legalizzazione di aziende sottoposte a misure ablative o non ablative

/ REDAZIONE

Mercoledì, 6 agosto 2025

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Il Consiglio e la Fondazione nazionali dei commercialisti hanno pubblicato il documento “Linee guida in materia di legalizzazione delle aziende sottoposte a misura ablativa o non ablativa”. L’obiettivo – si legge nel comunicato – è fornire un supporto operativo al professionista chiamato a svolgere il ruolo di amministratore giudiziario (o di consulente dell’amministrazione giudiziaria) nel delicato compito di legalizzazione dell’impresa attinta da misura ablativa o non ablativa, attraverso un’analisi dei profili normativi, gestionali e organizzativi delle diverse misure, fornendo strumenti di valutazione dei rischi di compliance, indicazioni sul sistema dei controlli interni e sulla gestione dei rapporti con terze parti.

Il tema si colloca nel più ampio contesto della lotta alla criminalità organizzata, alla corruzione e al riciclaggio, ma anche nel tentativo di salvaguardare il tessuto economico-produttivo e occupazionale.

L’obiettivo non è solo neutralizzare il controllo criminale (o comunque la deviazione illegale che l’azienda ha avuto), ma anche recuperare l’impresa alla legalità, evitando il fallimento e preservando l’attività economica lecita, i livelli occupazionali e il valore sociale dell’impresa sul territorio. Il documento sottolinea che la legalizzazione richiede sempre di più un approccio strutturato e integrato tra più ambiti disciplinari:
- giuridico (non basta conoscere il Codice Antimafia e la giurisprudenza in materia, essendo necessario applicare sovente molteplici corpus normativi);
- economico-aziendale (analisi della sostenibilità dell’impresa: Stato patrimoniale, flussi finanziari, margini di redditività, piani industriali di rilancio, ridefinizione della governance aziendale);
- contabile e fiscale (revisione dei bilanci pregressi, verifica della regolarità fiscale, risanamento di eventuali situazioni debitorie col Fisco o altri enti pubblici);
- manageriale e strategico (che implica la gestione dell’impresa da parte di amministratori giudiziari esperti e da professionisti qualificati a supporto dello staff dell’amministrazione giudiziaria; è poi necessario il recupero di relazioni commerciali con fornitori e clienti, rebranding e rilancio dell’immagine aziendale);
- sociale e lavorativo (dialogo con i lavoratori e le rappresentanze sindacali, coinvolgimento del territorio, valorizzazione del concetto di “impresa confiscata come bene comune”);
- comunicazione e cultura della legalità.

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