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Lunedì, 20 maggio 2019 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

La domanda di rottamazione potrebbe non bastare per le gare d’appalto

Il perfezionamento si ha con il pagamento dell’ultima rata

/ Giorgio INFRANCA e Pietro SEMERARO

Sabato, 18 maggio 2019

Il decreto Sblocca cantieri (DL 32/2019, in corso di conversione) è intervenuto sul testo dell’art. 80 comma 4 del DLgs. 50/2016, sancendo che l’esclusione di un operatore economico da una gara d’appalto può essere giustificata non solo dalla commissione di violazioni tributarie definitivamente accertate (come già in precedenza previsto), ma anche in caso di violazioni non ancora definitive.

La norma ha dato adito a forti polemiche e genera significativi dubbi di legittimità costituzionale, per una potenziale violazione del diritto di difesa degli operatori, che rischiano di essere esclusi dalle gare per irregolarità tributarie poi, magari, smentite dai giudici.
Va detto che maggioranza e opposizione sembra siano d’accordo per stralciare, mediante apposito emendamento, la norma in questione.

Premesso tanto, emergono interessanti questioni interpretative dal rapporto fra l’art. 80 comma 4 del DLgs. 50/2016, nella parte già in vigore prima del DL 32/2019, e la definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione (c.d. rottamazione-ter).
Come detto, l’art. 80 comma 4 del DLgs. 50/2016 sanziona con l’esclusione dalle gare, innanzitutto, quegli operatori che abbiano commesso violazioni tributarie definitivamente accertate (oltre che gravi). La stessa norma definisce come “definitivamente accertate” le violazioni contenute in una sentenza passata in giudicato o in un atto non più impugnabile.
Le violazioni definitivamente accertate sono quindi tipicamente quelle “cartellizzate” e oggetto di iscrizione a ruolo, ovvero proprio quelle suscettibili di essere “rottamate”.

Il termine per accedere alla procedura di rottamazione è spirato (salvo, ormai probabili, riaperture) il 30 aprile scorso, termine entro cui andava presentata all’Agenzia delle Entrate-Riscossione apposita domanda, dichiarando di volersi avvalere della procedura deflattiva.
Ora, l’art. 80 comma 4 ultimo periodo sancisce che l’esclusione non opera se l’operatore economico ottempera ai propri obblighi tributari, o si impegna in maniera vincolante a farlo, entro la scadenza del termine per la presentazione delle domande di accesso alla gara.

Ci si chiede allora: se un operatore economico, con pregressi debiti tributari, ha presentato la domanda per la rottamazione entro il 30 aprile, può prendere parte a una procedura di evidenza pubblica con scadenza, poniamo il caso, 10 giugno?
Il tema, in altre parole, è se la semplice presentazione della domanda di rottamazione possa considerarsi strumento idoneo, già di per sé solo, a ripulire il casellario tributario dell’impresa consentendole di prendere parte alla gara.
La risposta non è scontata.

La circolare n. 2/2017 (§ 4), con riferimento alla vecchia versione della rottamazione, ha chiarito che gli effetti della sanatoria scattano solo con il pagamento integrale e tempestivo delle somme dovute.
Nel caso della rottamazione-ter, quindi, il perfezionamento della procedura non potrebbe avvenire prima del 31 luglio 2019 (prima data utile per il versamento delle somme dovute per la rottamazione dei ruoli).

Se ne dovrebbe desumere, allora, che nell’esempio prospettato, alla data del 10 giugno, l’operatore economico verserebbe ancora nell’alveo dell’irregolarità tributaria (almeno ai fini della gara d’appalto).
Ciò tuttavia non vuol necessariamente dire che la presentazione della domanda di rottamazione sia priva di effetti ai fini dell’accesso alla procedura di evidenza pubblica.

Possibile che la norma sia stralciata in sede di conversione

L’art. 38, § 6 della Direttiva 2014/23/Ue e l’art. 57, § 3 della Direttiva 2014/24/Ue, da cui l’art. 80 del DLgs. 50/2016 promana, statuiscono che i legislatori nazionali possono derogare all’esclusione per irregolarità tributarie nei casi in cui l’operatore economico sia stato effettivamente informato dell’importo dovuto per ottemperare agli obblighi tributari, in un momento successivo alla scadenza del termine per richiedere la partecipazione alla procedura di evidenza pubblica o per presentare l’offerta.

Nel caso della rottamazione-ter, infatti, l’Amministrazione finanziaria informerà i contribuenti delle somme dovute entro il 30 giugno 2019 e quindi, nel caso prospettato, dopo il 10 giugno, data ipotizzata come scadenza per la presentazione della domanda.
Requisito perché tale meccanismo pro imprese possa operare è, però, che le norme contenute nelle Direttive citate siano considerate “self executing”. Il legislatore italiano, infatti, né all’atto della promulgazione del DLgs. 50/2016, né tantomeno in sede di modifiche recate dal DL Sblocca cantieri, ha ritenuto di introdurre nella disciplina italiana la menzionata deroga all’esclusione, prevista a livello europeo.

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