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Lunedì, 6 luglio 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Restano i dubbi sulla rinuncia alla Tremonti ambientale in scadenza oggi

In assenza di chiarimenti, sussistono alcune perplessità sul meccanismo applicativo

/ Pamela ALBERTI e Alessandro COTTO

Martedì, 30 giugno 2020

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Scade oggi, 30 giugno, il termine per l’invio della comunicazione e del pagamento delle somme per la definizione prevista dall’art. 36 del DL 124/2019; nonostante siano ancora molti i dubbi legati a tale disposizione, nessuna proroga è stata concessa con riferimento a tale adempimento (si veda “Versamento per la restituzione della Tremonti ambientale in scadenza” del 23 giugno 2020).

In merito al meccanismo applicativo per la restituzione, l’art. 36 comma 2 del DL 124/2019 dispone che “il mantenimento del diritto a beneficiare delle tariffe incentivanti riconosciute dal Gestore dei Servizi Energetici alla produzione di energia elettrica è subordinato al pagamento di una somma determinata applicando alla variazione in diminuzione effettuata in dichiarazione relativa alla detassazione per investimenti ambientali l’aliquota d’imposta pro tempore vigente”.
Il senso di tale norma è quindi quello di restituire il beneficio fiscale a suo tempo fruito.

In alcuni casi il suddetto meccanismo applicativo non risulta però del tutto chiaro.
Si pensi al caso di una sas che per effetto della variazione in diminuzione ha generato perdite utilizzate dai soci in misura non proporzionale. In particolare, si tratta della fattispecie disciplinata dall’art. 8 comma 2 del TUIR, in base al quale per le perdite della società in accomandita semplice che eccedono l’ammontare del capitale sociale la disposizione sulla ripartizione in base alla percentuale di partecipazione agli utili si applica nei soli confronti dei soci accomandatari. Le perdite fiscali eccedenti la quota attribuibile ai soci accomandanti, in base alla ris. Agenzia delle Entrate 4 ottobre 2001 n. 152, sono deducibili in capo ai soci accomandatari.

Il provvedimento n. 114266/2020 (§ 1.8), dispone che “per i soggetti di cui agli articoli 5 (...) del TUIR, la somma da versare è determinata applicando alla quota parte di variazione in diminuzione imputabile a ciascun socio in proporzione alla percentuale di partecipazione agli utili l’aliquota d’imposta pro tempore vigente come individuata ai punti 1.6 e 1.7”. Il richiamato § 1.7 prevede che “per le persone fisiche la somma da versare è determinata applicando alla variazione in diminuzione le aliquote pro tempore vigenti per gli scaglioni di reddito di cui all’articolo 11 del TUIR, tenuto conto del reddito complessivo netto dichiarato”.

Le istruzioni alla compilazione del modello di comunicazione evidenziano che il riquadro “Dati dei soci per i soggetti di cui agli articoli 5, 115 e 116 del TUIR” va compilato dai soggetti di cui agli artt. 5, 115 e 116 del TUIR, con i dati dei soci a cui è stato originariamente attribuito il reddito per trasparenza. Le citate istruzioni prevedono quindi che:
- nella casella “Variazione in diminuzione attribuibile” sia indicata la quota parte di variazione in diminuzione imputabile al socio in proporzione alla percentuale di partecipazione agli utili;
- nella casella “Reddito complessivo netto” si debba indicare il reddito originariamente dichiarato dal socio persona fisica;
- nella casella “Somma da versare”, deve essere indicato l’importo dovuto che, per i soci persone fisiche, è calcolato applicando alla variazione in diminuzione attribuibile le aliquote pro tempore vigenti per gli scaglioni di reddito di cui all’art. 11 del TUIR, tenuto conto del “reddito complessivo netto” dichiarato da indicare nell’apposita casella.

In merito al suddetto riferimento alla “percentuale di partecipazione agli utili”, il provvedimento non sembra quindi tener conto di tutte le possibili casistiche. Purtuttavia, lo stesso dovrebbe essere interpretato in chiave logico sistematica.
In tale prospettiva, per tenere conto della ratio della norma, l’imposta da restituire dovrebbe essere quella calcolata applicando alla variazione in diminuzione originariamente ripartita l’aliquota pro tempore in vigore.

Perdite non ancora utilizzate

Altra questione dubbia con riferimento al meccanismo applicativo della restituzione potrebbe riguardare il caso in cui la variazione in diminuzione abbia prodotto una perdita non ancora utilizzata; in tal caso, infatti, le aliquote IRES si sono nel frattempo ridotte.
Sul punto occorre però osservare che in questo caso è la norma primaria, probabilmente per ragioni di semplificazione, ad introdurre il riferimento all’aliquota “pro tempore vigente”.


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