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Sabato, 6 giugno 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Beni per emergenza COVID-19 con esenzione IVA anche all’import

Applicabile anche l’aliquota del 5% prevista dal DL Rilancio

/ Emanuele GRECO e Lorenzo UGOLINI

Sabato, 23 maggio 2020

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Il regime di esenzione IVA previsto dall’art. 124 del DL “Rilancio” (DL 34/2020), sino al 31 dicembre 2020, per i beni destinati a contenere l’emergenza da COVID-19 è applicabile anche per le importazioni di beni.
Lo ha precisato l’Agenzia delle Dogane e dei monopoli, con la nota n. 152373 del 22 maggio 2020.

In termini generali, l’Amministrazione doganale precisa, altresì, che la nuova aliquota IVA del 5% (n. 1-ter.1 della Tabella A, Parte II-bis, del DPR 633/72), introdotta per i beni destinati al contrasto dell’emergenza sanitaria, si rende applicabile anche alle importazioni, a decorrere dal 19 maggio 2020 (data di entrata in vigore del DL 34/2020).

Tanto si evince dal combinato disposto dell’art. 16 e dell’art. 69 del DPR 633/72. La prima disposizione stabilisce l’aliquota IVA del 5% per i beni elencati nella Parte II-bis, allegata al DPR 633/72.
La seconda disposizione, invece, prevede che l’imposta “è commisurata, con le aliquote indicate nell’art. 16, al valore dei beni importati determinato ai sensi delle disposizioni in materia doganale”.

Le agevolazioni previste dal legislatore nazionale con l’art. 134 del DL “Rilancio” si affiancano al regime di franchigia dei diritti doganali e dell’IVA all’importazione già previsto nelle ipotesi di svincolo diretto e in presenza delle condizioni stabilite dalla Commissione europea con decisione n. 491/2020, per i beni destinati all’emergenza secondo i codici di nomenclatura combinata individuati dalla decisione stessa.

L’esenzione dai dazi doganali e dall’IVA spetta se le importazioni sono effettuate da o per conto di organizzazioni pubbliche, compresi gli enti statali, gli organismi pubblici e altri organismi di diritto pubblico oppure da e per conto delle unità di pronto soccorso o di organizzazioni autorizzate dalle competenti Autorità nazionali (si ricorda che la franchigia trova applicazione anche nei confronti dei soggetti intermediari, che importano i beni su mandato degli enti di cui sopra e ai quali la merce è donata, cfr. informativa Agenzia delle Dogane n. 102121/2020 e circolare Agenzia delle Entrate n. 11/2020).

Quel che più rileva della nota dell’Agenzia delle Dogane in esame è, però, la possibilità di beneficiare dell’esenzione IVA all’importazione, per i beni individuati dal DL 34/2020, anche oltre il termine del 31 luglio 2020, previsto dalla decisione n. 491/2020 della Commissione europea (trasposta, a livello interno, con determinazione direttoriale n. 107042/2020).
Si tratta, difatti, di un regime di maggior favore (tanto per le operazioni “interne” quanto per le importazioni), come si evince anche dal comma 2 dell’art. 124 del DL 34/2020 e dalla Relazione illustrativa allegata al decreto.

Tale aspetto non appariva, difatti, sufficientemente chiaro, come palesato anche dalla circolare Assonime n. 7/2020 (seppur antecedente alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del DL 34/2020).
Alla luce delle disposizioni applicabili e degli intervenuti chiarimenti delle Dogane, dunque, è possibile sintetizzare così il quadro per l’applicazione dell’IVA all’importazione sui beni destinati all’emergenza:
- sino alla data del 31 luglio 2020 (in vigenza della decisione Commissione europea n. 491/2020), esenzione IVA per tutti i beni individuati dal DL 34/2020, nonché per gli ulteriori beni destinati all’emergenza individuati dalla decisione stessa (fermo, in questo caso, il requisito del “coinvolgimento” di enti pubblici o altri enti autorizzati);
- dal 31 luglio al 31 dicembre 2020, esenzione IVA all’import per i soli beni individuati dal DL 34/2020 (fatta salva la possibilità che l’esenzione di matrice comunitaria possa essere prorogata oltre l’attuale termine del 31 luglio);
- dal 1° gennaio 2021 (a regime), aliquota IVA del 5% per i beni individuati dal DL 34/2020.

Per completezza di trattazione, si evidenzia che i beni agevolabili ai sensi dell’art. 124 del DL “Rilancio” (la cui elencazione è da considerarsi tassativa) sono i seguenti: ventilatori polmonari per terapia intensiva e subintensiva; monitor multiparametrico anche da trasporto; pompe infusionali per farmaci e pompe peristaltiche per nutrizione enterale; tubi endotracheali; caschi per ventilazione a pressione positiva continua; maschere per la ventilazione non invasiva; sistemi di aspirazione; umidificatori; laringoscopi; strumentazione per accesso vascolare; aspiratori elettrici; centrali di monitoraggio per terapia intensiva; ecotomografi portatili; elettrocardiografi; tomografi computerizzati; mascherine chirurgiche; mascherine Ffp2 e Ffp3; articoli di abbigliamento protettivo per finalità sanitarie (quali guanti in lattice, in vinile e in nitrile, visiere e occhiali protettivi, tuta di protezione, calzari e soprascarpe, cuffia copricapo, camici impermeabili, camici chirurgici); termometri; detergenti disinfettanti per mani; dispenser a muro per disinfettanti; soluzioni idroalcoliche in litri; perossido al 3% in litri; carrelli per emergenza; estrattori RNA; strumentazione per diagnostica per COVID-19; tamponi per analisi cliniche; provette sterili; attrezzature per la realizzazione di ospedali da campo.

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