X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Martedì, 22 settembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

LAVORO & PREVIDENZA

Lavoratore in CIG che esegue funzioni elettorali senza riposo compensativo

Tale riposo è destinato a «compensare» la maggiore onerosità dell’attività prestata in un giorno festivo o non lavorativo

/ Daniele SILVESTRO

Martedì, 15 settembre 2020

x
STAMPA

download PDF download PDF

Domenica 20 e lunedì 21 settembre 2020 si svolgeranno sia il referendum costituzionale per la riduzione del numero dei parlamentari di Camera e Senato sia, in alcune Regioni, Comuni e specifiche circoscrizioni, le elezioni suppletive del Senato, le elezioni regionali e quelle comunali.
L’evento assume rilievo anche in ambito lavoristico e nella gestione amministrativa dei lavoratori subordinati, in modo particolare nel caso in cui questi siano coinvolti nelle operazioni elettorali in qualità di presidente, segretario, scrutatore del seggio, rappresentanti di lista o dei partiti.

Ai sensi dell’art. 119 del DPR 361/1957, in occasione di tutte le consultazioni elettorali disciplinate da leggi della Repubblica o delle Regioni, coloro che adempiono funzioni presso gli uffici elettorali, ivi compresi i rappresentanti dei candidati nei collegi uninominali e di lista o di gruppo di candidati nonché, in occasione di referendum, i rappresentanti dei partiti o gruppi politici e dei promotori del referendum, hanno diritto ad assentarsi dal lavoro per tutto il periodo corrispondente alla durata delle relative operazioni.
I giorni di assenza dal lavoro compresi nel predetto periodo sono considerati, a tutti gli effetti, giorni di attività lavorativa e, come tali, al lavoratore spetta la retribuzione normalmente percepita e assoggettata ai trattamenti assicurativi e previdenziali ordinari.

L’assenza del lavoratore è legittima per l’intera giornata lavorativa anche nell’ipotesi in cui l’attività elettorale ne interessi una sola parte, in quanto il periodo considerato rilevante a tal fine non può essere frazionato a mezza giornata o a ore. Frequentemente, infatti, può accadere che le operazioni di scrutinio si protraggano oltre la mezzanotte e in tale situazione si considera giornata di impegno elettorale anche quella in cui si concludono le predette operazioni, nonostante l’impegno concreto del lavoratore possa essere, talvolta, inferiore all’ora. Di conseguenza, l’azienda non può richiedere al lavoratore prestazioni lavorative nei giorni di impegno elettorale, anche in fasce orarie non coincidenti con l’effettivo impegno al seggio.

Inoltre, per ogni giorno festivo (domenica) o comunque non lavorativo dedicato al seggio (il sabato, nel caso della settimana c.d. “corta”), il lavoratore ha diritto, alternativamente, ad altrettanti giorni di riposo o alla relativa quota di retribuzione giornaliera, in aggiunta a quella mensile, così come previsto dall’art. 1 della L. 69/1992.

In merito ai riposi compensativi, e tenuto conto dell’attuale situazione di emergenza sanitaria che ha portato a un utilizzo diffuso della cassa integrazione, è opportuno segnalare anche la sentenza della Corte di Cassazione n. 29774 del 19 novembre 2018.
Quest’ultima ha stabilito che la norma, la quale prevede per il lavoratore impegnato a svolgere funzioni presso gli uffici elettorali il diritto a riposi compensativi per i giorni festivi o non lavorativi eventualmente compresi nel periodo di svolgimento delle predette operazioni, non può trovare applicazione se il lavoratore impegnato nello svolgimento di funzioni elettorali si trova in cassa integrazione.

Secondo la Cassazione, la sospensione dell’obbligo lavorativo per il dipendente nel periodo di espletamento delle operazioni elettorali rende incongruo il riconoscimento del diritto al riposo compensativo, tradizionalmente destinato a “compensare” la maggiore onerosità dell’attività prestata in giorno festivo o non lavorativo, in funzione del recupero delle energie psicofisiche del dipendente.

Preventiva comunicazione per usufruire dei permessi elettorali

Infine, la normativa non disciplina nulla dal punto di vista degli adempimenti a carico del lavoratore e del datore di lavoro. Pertanto, in mancanza di eventuali regolamentazioni contrattuali, si ritiene che l’istituto debba essere gestito secondo i principi della correttezza e della buona fede.

Sul punto, il lavoratore che intende usufruire dei permessi elettorali è tenuto a darne preventiva comunicazione al proprio datore di lavoro, consegnando il certificato di chiamata inviato dall’ufficio elettorale competente che attesta le giornate interessate da attività elettorale. Al suo rientro in azienda, il lavoratore dimostrerà l’avvenuto servizio presentando copia del medesimo certificato di chiamata con l’indicazione delle giornate di effettiva presenza al seggio, sottoscritto dal presidente del seggio medesimo e vidimato con il timbro della sezione.

TORNA SU