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Sabato, 26 settembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Avvisi di liquidazione notificati dentro la sospensione con decorrenza posticipata

Le Entrate sembrano però «inciampare» sul termine per il pagamento relativo al caso della piccola proprietà contadina

/ Alfio CISSELLO

Mercoledì, 16 settembre 2020

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L’Agenzia delle Entrate, nella risposta a interpello n. 349 pubblicata ieri, specifica che se un avviso di liquidazione per disconoscimento delle agevolazioni in tema di piccola proprietà contadina è stato notificato il 20 marzo 2020, dentro il periodo di sospensione delle attività degli uffici, il termine di pagamento decorre dalla fine della sospensione, cioè dal 1° giugno 2020.

Tale chiarimento, che, senza alcun intento critico, andrebbe “corretto” se circoscritto al caso specifico, denota un’apertura delle Entrate in merito ai termini di versamento degli avvisi di liquidazione, che, eccezion fatta per quelli indicati dall’art. 149 del DL 34/2020, non hanno subito alcuna sospensione in merito ai termini di versamento.
I vari decreti che si sono succeduti negli ultimi mesi hanno, in effetti, generato una confusione tale da mettere in difficoltà gli interpreti.

Per quanto ci consta, alcuna sospensione è stata prevista per gli avvisi di liquidazione, in quanto la sospensione generalizzata dal 9 marzo 2020 all’11 maggio 2020 ex art. 83 del DL 18/2020 riguardava solo i termini per il ricorso, e i termini di pagamento degli avvisi di liquidazione non coincidono con quelli per il ricorso (nel senso che i testi normativi di riferimento, a differenza di quanto fatto ad esempio dall’art. 29 del DL 78/2010, non fanno riferimento ai termini per il ricorso ma ai sessanta giorni successivi alla data di notifica).

L’art. 67 del DL 18/2020 prevedeva una generale sospensione delle attività anche di liquidazione degli uffici, dal 8 marzo 2020 al 31 maggio 2020, ma trattasi di norma che non concerne i versamenti.
Ebbene, con la risposta di ieri, sembra affermarsi che se un avviso di liquidazione è notificato dentro il periodo di sospensione, i termini di pagamento decorrono dal 1° giugno 2020, e scadono dunque il 31 luglio 2020.

Chiarimento non da poco, considerato che il tardivo pagamento dà luogo alle sanzioni dell’art. 13 del DLgs. 471/97.
Ma, come anticipato in premessa, le Entrate sembrano “inciampare” sul termine per il pagamento relativo al caso specifico, inerente al disconoscimento delle agevolazioni in tema di piccola proprietà contadina di cui all’art. 2 comma 4-bis del DL 194/2009.

Ciò in quanto non sembra considerato a dovere l’art. 149 del DL 34/2020, che, al comma 3, recita: “È prorogato al 16 settembre 2020 il termine finale per la notifica del ricorso di primo grado innanzi alle Commissioni tributarie relativo agli atti di cui al comma 1 e agli atti definibili ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, i cui termini di versamento scadono nel periodo compreso tra il 9 marzo 2020 e il 31 maggio 2020 di cui al comma 2”.

Il successivo comma 4 prevede: “Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche alle somme rateali, in scadenza nel periodo compreso tra il 9 marzo e il 31 maggio 2020, dovute in base agli atti rateizzabili ai sensi delle disposizioni vigenti, individuati ai commi 1, 2, e a quelli in relazione ai quali opera la disposizione di cui al comma 3, nonché dovute ai fini delle definizioni agevolate previste dagli articoli 1, 2, 6 e 7 del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136”.

Trattandosi di avviso di liquidazione suscettibile di acquiescenza (vedasi l’art. 15 comma 2-bis.1 del DLgs. 218/97), il termine non solo per il ricorso, ma, in ragione del quarto comma richiamato, anche per il pagamento, dovrebbe slittare al 16 settembre e poter avvenire in quattro rate, siccome il termine originario cadeva il 19 maggio 2020, essendo l’atto stato notificato il 20 marzo.

Il termine dovrebbe slittare al 16 settembre

Non si conta, per le Entrate e a questi fini, la sospensione dei 64 giorni dell’art. 83 del DL 18/2020 (circ. Agenzia delle Entrate 20 agosto 2020 n. 25 § 3.7.1).
Invece, se si fosse trattato di un atto che non rientra né nella casistica indicata nel primo comma dell’art. 149 (omessa registrazione, mancata attribuzione di rendita, omesso versamento) né in quella del terzo (atti suscettibili di acquiescenza), il ragionamento delle Entrate potrebbe valere. Si pensi all’avviso di liquidazione per riqualificazione degli atti notificato il 20 marzo 2020: applicando il ragionamento esposto nella risposta di ieri, il termine di pagamento decorre dal 1° giugno 2020 e spira il 31 luglio 2020.

In relazione a quest’ultima affermazione, ovviamente sarebbe opportuno un chiarimento espresso.

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