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Mercoledì, 21 ottobre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Premi di risultato rilevanti per la soglia dei redditi di lavoro dipendente per il forfetario

Concorrono al limite di 30.000 euro in quanto somme percepite in via ordinaria nell’ambito della prestazione lavorativa fornita

/ Paola RIVETTI

Giovedì, 24 settembre 2020

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Con la risposta a interpello n. 398 dell’Agenzia delle Entrate, pubblicata ieri, è stato chiarito che, ai fini del computo del limite di 30.000 euro di redditi di lavoro dipendente e a questi assimilati per l’accesso al regime forfetario, vanno considerate le somme erogate a titolo di premi di risultato in virtù di contratti collettivi, assoggettate all’imposta sostitutiva del 10%.

Si ricorda che l’accesso al regime forfetario è condizionato al fatto che, nell’anno precedente, siano percepiti redditi di lavoro dipendente e a questi assimilati, di cui agli artt. 49 e 50 del TUIR, non eccedenti l’importo di 30.000 euro; la soglia non deve essere verificata se il rapporto di lavoro è cessato (art. 1 comma 57 lett. d-ter) della L. 190/2014). 

Il periodo da considerare per il calcolo del limite è l’anno precedente a quello in cui si intende accedere o permanere nel regime. Secondo quanto precisato nella ris. Agenzia delle Entrate 11 febbraio 2020 n. 7, per applicare il regime nel 2020, occorre considerare i redditi percepiti nel 2019; ove il limite sia superato, il soggetto deve disapplicare il regime dal 2020.

Pur in assenza di specifici chiarimenti ufficiali, i redditi di lavoro dipendente e di pensione (art. 49 del TUIR) e i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (art. 50 del TUIR) dovrebbero essere considerati facendo applicazione dei criteri generali di determinazione dettati dagli artt. 51 e 52 del TUIR. Dunque:
- rileverebbero le somme e i valori percepiti in un dato anno (principio di cassa), considerando tali anche quelli corrisposti entro il giorno 12 del mese di gennaio del periodo d’imposta successivo a quello cui si riferiscono (principio di cassa allargato);
- non dovrebbero essere considerati i valori espressamente esclusi da tassazione ai sensi dell’art. 51 comma 2 del TUIR (tra cui sono contemplati i contributi previdenziali e assistenziali versati dal datore e dal lavoratore).

Con la risposta a interpello n. 102 dello scorso 14 aprile, l’Agenzia delle Entrate aveva chiarito che, ai fini del computo del limite di 30.000 euro, non vanno considerati gli emolumenti arretrati assoggettati a tassazione separata (ai sensi dell’art. 17 comma 1 lett. b) del TUIR); poiché l’art. 1 comma 57 lett. d-ter) della L. 190/2014 richiama espressamente i redditi di lavoro dipendente e quelli a questi assimilati di cui agli artt. 49 e 50 del TUIR, ai fini della determinazione del limite rilevano “solo i redditi percepiti in via ordinaria, senza tener conto di fattori errati che potrebbero falsare la determinazione di tali importi ai fini della predetta soglia”. Sebbene la risposta interessi il caso degli emolumenti arretrati, il riferimento ai redditi percepiti in via ordinaria deporrebbe a favore dell’esclusione dal computo del predetto limite delle altre somme aventi natura straordinaria assoggettate a tassazione separata.

Il medesimo riferimento ai “redditi percepiti in via ordinaria” viene ripreso nella risposta in commento n. 398, con riferimento alle somme erogate a titolo di premi di risultato assoggettate all’imposta sostitutiva del 10%. Secondo la posizione dell’Agenzia delle Entrate, tali somme sarebbero percepite in via ordinaria nell’ambito della prestazione lavorativa fornita e, conseguentemente, risulterebbero significative ai fini della determinazione del limite di 30.000 euro.

Nel caso specifico, sulla base dei dati riportati nella Certificazione Unica 2020, risulta che il limite è stato superato nel 2019; pertanto, in costanza del rapporto di lavoro dipendente, il regime agevolato non risulta più applicabile dal 2020 per l’attività di lavoro autonomo.

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