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Mercoledì, 21 ottobre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Niente bonus Mezzogiorno per monitor ed espositori fuori dai territori agevolati

Si tratta di beni autonomi che non hanno un nesso funzionale con la struttura principale

/ Pamela ALBERTI

Giovedì, 24 settembre 2020

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Sono esclusi dal credito d’imposta Mezzogiorno gli investimenti in monitor ed espositori di merce concessi in comodato gratuito e installati presso supermercati siti fuori dai territori agevolati, non sussistendo alcun vincolo di connessione funzionale con la struttura produttiva situata nel territorio agevolato. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate nella risposta a interpello n. 399 di ieri, relativamente agli investimenti oggetto del “credito d’imposta sisma” di cui all’art. 18-quater del DL 8/2017, che per l’ambito oggettivo rimanda alle disposizioni del credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno di cui all’art. 1 comma 98 ss. della L. 208/2015.

L’Agenzia delle Entrate, ribadendo quanto già affermato nella risposta interpello n. 322/2020, “rappresenta che non sono oggetto del presente parere né la corretta modalità di rilevazione contabile dei beni oggetto d’investimento, né la sussistenza di un investimento iniziale, come definito dall’articolo 2, punti 49, 50 e 51,del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, che implicano valutazioni di ordine tecnico-fattuale estranee alle attività esercitabili in sede di interpello, nonché gli ulteriori requisiti previsti dalla disciplina agevolativa in commento”, non fornendo tuttavia alcuna precisazione in merito al soggetto competente a dirimere tali questioni.

Sotto il profilo oggettivo, l’art. 1 comma 99 della L. 208/2015 definisce agevolabili gli investimenti, facenti parte di un progetto di investimento iniziale, relativi all’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio (cfr. circ. Agenzia delle Entrate n. 34/2016, § 3). I beni agevolabili devono essere caratterizzati dal requisito della strumentalità rispetto all’attività esercitata dall’impresa; i beni, inoltre, devono soddisfare il requisito della novità, essendo esclusi dall’agevolazione i beni a qualunque titolo già utilizzati.

L’Agenzia ribadisce che, ai fini della precisa individuazione dei beni agevolabili, indicati in maniera tassativa nell’art. 1 comma 99 della L. 208/2015, occorre fare riferimento alla corretta classificazione degli stessi in bilancio, secondo quanto previsto dalla normativa civilistica e nel rispetto dei corretti principi contabili (si veda “Per il bonus investimenti Mezzogiorno rileva la classificazione secondo l’OIC 16” del 9 settembre).

Nell’ambito della ris. Agenzia delle Entrate 22 dicembre 2016 n. 118, con riferimento al caso d’investimento in totem digitali, collocati in comodato al di fuori della sede aziendale, presso esercizi commerciali ubicati anche al di fuori delle zone individuate dalla disciplina agevolativa, è stato chiarito che “considerato lo stretto vincolo di connessione funzionale tra Totem digitali ed elaboratori posti in sede, l’investimento in Totem digitali contribuisce alla crescita della struttura produttiva situata nel territorio agevolato indipendentemente dal luogo in cui gli apparecchi terminali sono installati. I Totem digitali, infatti, possono essere considerati come mere diramazioni della struttura produttiva aziendale, a cui sono strettamente correlati, a prescindere dalla presenza fisica degli stessi in azienda”.

Nel caso di specie, l’investimento ha ad oggetto l’acquisto di monitor e di espositori della merce che la società commercializza, da concedere in comodato gratuito ad ipermercati, supermercati e negozi situati in strade e/o luoghi di notevole passaggio, ubicati su tutto il territorio nazionale, quindi anche al di fuori dei territori agevolati. Nello specifico, i beni oggetto d’investimento sono costituiti dai monitor ed espositori, le cui uniche funzioni, risultano, rispettivamente, quella di proiettare a circuito chiuso un video dimostrativo del prodotto in vendita e di contenere ed esporre i prodotti in vendita (che subiscono periodicamente una rotazione, con invenduto rimesso nella disponibilità).

Non si configurano come diramazioni della struttura

Pur considerando che l’acquisto di tali beni può, in linea di principio, incidere sulla dinamica delle vendite dei prodotti realizzati e commercializzati dal soggetto (effetto tipico delle spese di pubblicità), secondo l’Agenzia delle Entrate gli stessi non possono essere considerati come diramazioni della struttura produttiva aziendale, a cui non risultano strettamente correlati, a prescindere dalla presenza fisica degli stessi in azienda.
Si tratta, infatti, di beni dotati di una propria autonomia anche al di fuori della struttura produttiva dell’impresa, circostanza che determina l’assenza di un vincolo di connessione funzionale con la struttura produttiva situata nel territorio agevolato.

Per tali ragioni l’Agenzia ritiene che i suddetti monitor e ed espositori non possono rientrare nell’ambito applicativo del credito d’imposta.

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