Presidi antiriciclaggio per preservare l’integrità dell’economia legale
Sul sito della Banca d’Italia è stata pubblicata l’audizione del Direttore dell’UIF davanti alla “Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere”, tenutasi lo scorso 28 gennaio. L’oggetto della relazione attiene alla prevenzione e repressione delle attività predatorie della criminalità organizzata durante l’emergenza sanitaria ed è volta a ribadire come i presidi antiriciclaggio si confermino un potente strumento per preservare l’integrità dell’economia legale.
Tra le più recenti linee di intervento rilevano i molteplici contributi a fondo perduto erogati dall’Agenzia dell’Entrate ai titolari di partita IVA (DL 34/2020 convertito), a fronte dei quali sono stati previsti protocolli tra l’Agenzia delle Entrate e i Ministeri dell’Economia e dell’Interno, come pure con la Guardia di finanza, per lo svolgimento delle attività di controllo.
La disciplina antiriciclaggio è stata, poi, interessata direttamente da modifiche apportate dal cosiddetto decreto “Semplificazioni” (DL 76/2020 convertito), al fine di favorire i processi telematici di acquisizione della clientela che – seppur funzionali rispetto alle attuali misure di distanziamento sociali – recano in sé dei rischi da gestire con una calibrazione dei controlli e delle procedure.
Ulteriori rischi di riciclaggio e di infiltrazione di organizzazioni criminali vengono evidenziati rispetto alle diverse novità normative e agevolazioni fiscali portate dalla normativa emergenziale.
Il Direttore conclude invitando “le forze sane del Paese” alla collaborazione nel contrasto alla criminalità “che, nel modo più odioso, sfrutta opportunità aperte dalla pandemia”.
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