X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Martedì, 30 novembre 2021 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Via libera alla doppia scissione totale non proporzionale

/ REDAZIONE

Giovedì, 28 ottobre 2021

x
STAMPA

La risposta a interpello n. 746 di ieri, 27 ottobre 2021, esamina un particolare caso di operazione societaria tesa a riorganizzare gli assetti delle società di famiglia nelle ipotesi di dissidi insorti tra i soci.

Il caso riguarda due società in accomandita semplice Alfa e Beta, di gestione immobiliare, le cui quote sono in entrambi i casi suddivise al 50% tra due fratelli.
Essendosi venuta a creare una situazione di contrasto insanabile si è proceduto a una doppia scissione totale, per effetto della quale sia Alfa, sia Beta, vengono a loro volta suddivise in due sas, ognuna delle quali con socio unico (uno dei due fratelli). Dopo di che, nel termine di sei mesi stabilito dal codice civile, si ricostituirà la pluralità dei soci, con donazione di parte delle quote ai figli dei due soggetti.

L’operazione è stata ritenuta priva di connotati di abuso anche in presenza di valori di assegnazione dei beni immobili a ciascuna delle quattro beneficiarie non corrispondenti alle quote di partecipazione paritarie dei soci delle sas scisse. Il complesso delle operazioni porta, però, a una sistemazione pressoché paritaria, in quanto i valori economici complessivi delle società “attribuite” a ciascuno dei due fratelli rispecchia la percentuale del 50% con cui ognuno dei due partecipava alla scissa.

Ciò ha portato alla considerazione per cui l’operazione non risulta preordinata all’aggiramento di disposizioni di legge che altrimenti imporrebbero la tassazione dei plusvalori latenti ed è, quindi, priva di connotati abusivi.

TORNA SU