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Lunedì, 5 dicembre 2022 - Aggiornato alle 6.00

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Via libera alla Nota di aggiornamento del DEF, nel 2023 il PIL frena a +0,6%

/ REDAZIONE

Giovedì, 29 settembre 2022

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Nella riunione di ieri, il Consiglio dei Ministri ha approvato la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (NADEF) 2022, che delinea lo scenario a legislazione vigente senza definire gli obiettivi programmatici di finanza pubblica per il triennio 2023-2025.

L’economia italiana – si legge nel comunicato di Palazzo Chigi – ha registrato sei trimestri di crescita superiore alle aspettative; le prospettive risultano ora meno favorevoli per il marcato rallentamento dell’economia globale e di quella europea, principalmente legato all’aumento dei prezzi dell’energia, all’inflazione e alla situazione geopolitica.

Per l’anno in corso, si prevede che il livello tendenziale del PIL aumenti del 3,3%, dal 3,1% contenuto nello scenario programmatico del DEF in aprile, grazie alla crescita superiore al previsto registrata nel primo semestre e pur scontando una lieve flessione nella seconda metà dell’anno. Per effetto del positivo andamento delle entrate e della moderazione della spesa primaria sin qui registrati, si prevede poi che l’indebitamento netto (deficit) tendenziale scenda dal 7,2% del 2021 al 5,1% del 2022, un livello inferiore all’obiettivo programmatico definito nel DEF, pari al 5,6%. Anche il rapporto debito/PIL è previsto in netto calo quest’anno, al 145,4% dal 150,3% del 2021, con un ulteriore sentiero di discesa negli anni a seguire fino ad arrivare al 139,3% nel 2025.

Nel 2023, a causa dell’indebolimento del ciclo internazionale ed europeo, la crescita tendenziale prevista scende allo 0,6% rispetto al 2,4% programmatico del DEF di aprile; l’indebitamento netto tendenziale a legislazione vigente viene previsto al 3,4%, inferiore all’obiettivo programmatico del 3,9% del DEF. 

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