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Non elusiva la scissione asimmetrica con assegnazione del patrimonio immobiliare

/ REDAZIONE

Martedì, 6 giugno 2023

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Con la risposta n. 343, pubblicata ieri, l’Agenzia delle Entrate ha escluso l’abuso del diritto ex art. 10-bis della L. 212/2000 in merito a un’operazione di conferimento di immobili esteri seguito da due scissioni (la prima “parziale e proporzionale” e la seconda “non proporzionale e inversa”) tramite le quali si giunge all’attribuzione del patrimonio immobiliare a favore di quattro srl unipersonali.

In merito, si osserva che il passaggio del patrimonio della società scissa a una o più società beneficiarie, che non usufruiscano di un sistema di tassazione agevolato, non determina fisiologicamente la fuoriuscita degli elementi trasferiti dal regime ordinario d’impresa.
In particolare, i plusvalori relativi alle componenti patrimoniali attribuite alla/e società beneficiaria/e, mantenuti provvisoriamente latenti per effetto dell’operazione di scissione, concorreranno ordinariamente alla formazione del reddito al momento in cui dette componenti fuoriusciranno dal regime d’impresa.

La scissione ex art. 173 del TUIR e l’assegnazione si considerano, in linea di principio, operazioni poste su un piano di pari dignità, a consentire la collocazione dei beni nelle società unipersonali dei quattro rami familiari del caso di specie.

Si conferma, comunque, che tale impostazione risulta valida se nessun asset societario viene impiegato per raggiungere obiettivi esclusivamente personali oppure familiari o, in generale, estranei a un contesto imprenditoriale, e che dalle beneficiarie non devono provenire flussi finanziari, diversi dai dividendi, a favore dei soci.
In altri termini, rileva il principio per cui le finalità perseguite attraverso la scissione muovano da interessi propri delle società coinvolte e non dei singoli soci (in questo senso, viene richiamata anche la risposta a interpello 8 febbraio 2021 n. 89).

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