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Dal decreto infrazioni modifiche al registro per l’acquisto della prima casa non di lusso

/ REDAZIONE

Giovedì, 8 giugno 2023

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Il Consiglio dei Ministri di ieri ha approvato un decreto legge contenente disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi derivanti da attività dell’Unione europea e da procedure di infrazione e pre-infrazione pendenti nei confronti dello Stato italiano. Il provvedimento, si legge nel comunicato stampa diffuso dopo la riunione, mira ad agevolare la chiusura di 8 procedure di infrazione, di 7 casi di pre-infrazione e di un caso di aiuto di Stato, nonché ad adeguare l’ordinamento nazionale a 4 regolamenti e una direttiva.

Tra le procedure di infrazione sulle quali il decreto legge interviene c’è quella relativa all’agevolazione in materia di imposta di registro per l’acquisto della cosiddetta prima casa. Da un’esame dell’elenco delle procedure del Dipartimento per le Politiche europee dovrebbe trattarsi della n. 2014_4075.
Si ricorda nel gennaio 2018 la Commissione europea aveva mandato un parere motivato all’Italia, invitandola a modificare la disciplina, individuando nella normativa un trattamento di favore nei confronti dei cittadini italiani sul tale agevolazione. In assenza di modifiche, l’Italia era stata deferita alla Corte di Giustizia Ue.

Secondo la Commissione, la norma alla lett. a) della nota II-bis all’art. 1 della Tariffa, parte I, allegata al DPR 131/86 comporta un trattamento discriminatorio per i cittadini di altri Stati Ue diversi dall’Italia. In caso di un acquisto di questo tipo, gli italiani all’estero hanno diritto ad un’aliquota preferenziale dell’imposta di registro immobiliare senza obbligo di soddisfare il requisito di residenza.

I cittadini di altri Stati membri non hanno diritto ad alcun trattamento preferenziale se non risiedono effettivamente nel comune in cui il bene è ubicato o se non vi fissano la residenza entro 18 mesi dall’acquisto. Il trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) non ammette un tale trattamento discriminatorio, direttamente basato sulla cittadinanza (si veda “L’agevolazione prima casa avvantaggia gli Italiani emigrati all’estero” del 25 gennaio 2019).

Si attende ora il testo del decreto per comprendere la portata delle modifiche approvate.

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