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Martedì, 16 luglio 2019 - Aggiornato alle 6.00

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Carolo: «Sugli ISA la proroga al 30 settembre non basta»

Il Presidente dell’ODCEC di Padova è favorevole a un periodo transitorio e ribadisce che su queste norme vanno ascoltati prima i commercialisti

/ Savino GALLO

Martedì, 25 giugno 2019

“Credo che questo fosse il momento meno opportuno per introdurre gli indici di affidabilità fiscale”. Così Dante Carolo, Presidente dell’Ordine di Padova, inizia la sua chiacchierata con Eutekne.info, che ha riguardato non solo i nuovi ISA, principale tema d’attualità per la categoria, ma anche specializzazioni, riforma della crisi d’impresa, flat tax e iniziative a favore degli Ordini locali.

Presidente, la proroga al 30 settembre è abbastanza o, come ha chiesto il Consiglio nazionale, è necessario rendere facoltativi gli ISA per l’anno in corso?
“Ben venga la proroga ma non penso sia sufficiente a risolvere tutti i problemi che si stanno riscontrando. Forse era il caso di creare un periodo transitorio di adeguamento per poi passare all’obbligatorietà”.

Al di là delle criticità per i professionisti, c’è anche la paura che molte imprese possano non raggiungere la “sufficienza”.
“Posto che gli aspetti premiali non sono poi così incentivanti, ad oggi non riusciamo nemmeno ad avere contezza di come vengano determinati quei parametri. Tutte problematiche che, se solo si decidesse di condividere le norme prima della loro emanazione, forse si potrebbero risolvere più facilmente. Davvero non si riesce a capire perché ci si ostini a non ascoltare le istanze, o anche solo i consigli, di chi, come i commercialisti, è in prima linea nell’applicazione di quelle norme”.

Lei lo sa che questo, l’incapacità di farsi ascoltare, è il principale argomento di chi critica il Consiglio nazionale?
“Argomento su cui, però, non sono d’accordo. Io credo che se si lasciasse la possibilità al Consiglio nazionale di gestire le questioni, senza l’intervento di altri soggetti, si riuscirebbe a interloquire in modo corretto ed efficace. Invece, anziché discutere al nostro interno per poi uscire con una voce unica, c’è sempre qualcuno che prova a metterci lo zampino, che critica apertamente, magari in modo strumentale. Così, non si arriverà mai da nessuna parte”.

Si riferisce all’emendamento al decreto crescita sulle specializzazioni, poi dichiarato inammissibile?
“Allarghiamo il concetto anche a quel tema lì. Quando ci si ritrova in assemblea pare siano sempre tutti convinti, poi quando si è fuori c’è sempre chi va per la propria strada. Eppure c’è un Consiglio nazionale che ha avuto più del 70% delle preferenze, su un programma di mandato con al centro le specializzazioni. È uno dei pochi Consigli che condivide le proprie idee con i Presidenti degli Ordini locali. Le cose sono state dette e avallate. Ora mi sembra tutto strumentale”.

Strumentale in vista delle prossime elezioni?
“Sicuramente la corsa alle prossime elezioni è già cominciata, altrimenti non si spiegherebbero determinati atteggiamenti. Ma bisognerebbe permettere a questo Consiglio nazionale di governare e completare il mandato”.

Ma la sua opinione sulle specializzazioni qual è?
“Se professioni come ingegneri, medici o avvocati ce l’hanno non capisco perché per i commercialisti debbano esserci tanti contrasti. Io penso che si debba essere compatti a sostegno di un’idea che potrebbe aiutarci, nel prossimo futuro, a competere con le sfide che ci presenta il mercato”.

A proposito di sfide, la riforma della crisi d’impresa, a prescindere dal recente aumento dei limiti minimi per la nomina di sindaci o revisori nelle srl, è un’opportunità per la categoria?
“Mi lasci dire che il Consiglio nazionale e il Consigliere Foschi hanno fatto un ottimo lavoro, perché si arrivava da un commissariamento e in quella Commissione Rordorf non c’era nessun commercialista. Siamo riusciti a entrare, dicendo la nostra su una riforma che credo apra a tutti noi commercialisti possibilità di lavoro. Non solo per gli incarichi di sindaco o revisore, ma anche per dare una mano alle aziende a creare i corretti assetti organizzativi”.

C’è ancora qualcosa da correggere?
“Sicuramente bisogna lavorare sulla limitazione delle responsabilità del collegio sindacale. Prevedere, ad esempio, una polizza obbligatoria anche per gli amministratori è una soluzione auspicabile”.

A breve partirà l’invio telematico dei corrispettivi. Si aspetta altre difficoltà per le imprese?
“L’impatto non sarà facile. Lo abbiamo visto con la fatturazione elettronica. Anche se il sistema era performante i problemi ci sono stati”.

Ma è la giusta direzione per la lotta all’evasione?
“Questi strumenti potrebbero aiutare, ma rimango convinto che la strada più corretta sarebbe quella di arrivare alla tracciabilità dei pagamenti. Magari qualcuno non sarà contento per il mancato utilizzo del contante, ma sarebbe una vera spinta nella lotta all’evasione”.

Intanto, si sostiene che la fatturazione elettronica abbia favorito l’emersione di tante partite IVA, assieme alla flat tax.
“Bisognerebbe anche capire chi sono le nuove partite IVA. È probabile che molte facevano riferimento a realtà associative che hanno scelto, per convenienza, di diventare individuali. Chiaro che, così come concepita, la flat tax per i professionisti non incentivi le aggregazioni”.

E se arrivassero i mini-bot?
“Diciamo che la fantasia dei nostri governanti è grande e quindi sorridiamo dinanzi a queste iniziative”.

Chiudiamo con un’iniziativa che riguarda gli Ordini locali, che ha recentemente presentato in qualità di Presidente di Service (la partecipata del CNDCEC che si occupa di servizi a Ordini e iscritti e di organizzazione eventi). A breve potrebbe arrivare una piattaforma riservata agli Ordini.
“Gli ODCEC hanno un patrimonio di protocolli, convenzioni e accordi che messi a fattor comune potrebbero essere sfruttati da altri Ordini. L’idea è quella di condividere le buone cose che vengono fatte a livello locale, attraverso la piattaforma «Concerto», strumento già utilizzato da tutti che sarebbe a costo zero. Creeremo un’area riservata, accessibile solo dai componenti dei Consigli locali, suddivisa in scaffali: rapporti con tribunali, università, camera di commercio, ecc. Ogni Ordine inserirà le proprie convenzioni con questi enti e se qualche altro Ordine vorrà fare altrettanto potrà utilizzare quei protocolli rendendosi la vita più semplice”.

Avete già un’idea sui tempi?
“Credo che per fine settembre dovrebbe essere tutto pronto”.

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