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Venerdì, 10 aprile 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Possibile eliminare o ridurre la ritenuta IRPEF del 20% sui compensi

Dalla crisi possono essere colte alcune opportunità per attuare cambiamenti di regole fiscali

/ Enrico ZANETTI

Venerdì, 27 marzo 2020

Saper cogliere qualche opportunità anche nelle crisi peggiori.
È uno slogan che piace e viene quindi spesso ripetuto, ma, poi, a crisi passate e verifica delle opportunità colte, una delle cartine di tornasole di quanto sia vero il detto che ci ricorda il divario che esiste tra il dire e il fare.
Eppure, in un 2020 in cui tutti i numeri del bilancio dello Stato sono destinati a sballare completamente, dalle entrate, alle uscite, al deficit che le compendia, con possibilità di non tenerne conto e di sopperire in via straordinaria con iniezioni di liquidità, è esattamente quello che andrebbe fatto.

Ci sono molti cambiamenti di regole fiscali sulla cui opportunità convergono ormai da anni consensi quasi unanimi, ma la cui pratica attuazione si arena sullo scoglio finanziario di un costo molto ingente dei medesimi, seppure limitato all’anno stesso di implementazione del cambiamento, perché poi negli anni successivi i nuovi criteri applicativi entrano a regime e diventano quindi improduttivi di effetti finanziari.

Si pensi, ad esempio, all’annosa richiesta da parte dei lavoratori autonomi, proprio in questi giorni drammatici rilanciata dal Coordinamento di Piemonte e Valle d’Aosta degli Ordini dei commercialisti, concernente l’eliminazione o quanto meno la forte riduzione della ritenuta d’acconto IRPEF applicata nella misura del 20% sui compensi lordi.
Una misura che, per gli studi con dipendenti e costi di struttura, produce una posizione di sistematico credito verso l’Erario che, peraltro, a seguito delle novità introdotte proprio nell’ultima legge di bilancio 2020, con un tempismo del legislatore retrospetticamente “fantozziano”, non risulta più nemmeno recuperabile già a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di maturazione, perché necessita dei tempi più lunghi della previa presentazione della dichiarazione.

Eliminare o ridurre questa ritenuta del 20% è sempre risultato impossibile perché, nell’anno di sua eliminazione o riduzione, si sarebbe dovuto fare i conti con una perdita di gettito una tantum (per trasferimento sull’anno successivo) da calcolare su un plafond di gettito assicurato annualmente da questa ritenuta pari a circa 11 miliardi.

Ebbene, il 2020 è l’anno in cui ridurre questa ritenuta al 10%, laddove non si voglia direttamente abolirla, è possibile, come mai più lo sarà in futuro: cogliere l’opportunità.

Altrettanto si può dire con riguardo ad altre “partite” con caratteristiche analoghe non già di “costo finanziario a regime”, ma solo di “slittamento temporale” con costo finanziario nel solo primo anno.
Si pensi, ad esempio, all’opportunità di rendere tassabili e deducibili per le imprese i canoni di locazione (e i componenti di reddito relativi agli altri servizi con corrispettivi periodici) non già in forza della loro “mera” maturazione, bensì soltanto se e nella misura in cui sono stati effettivamente incassati e pagati.

Opportunità sul versante dell’IVA e dei canoni di locazione per le imprese

Si pensi anche, sul versante IVA, all’opportunità di rendere l’imposta dovuta e detraibile in funzione del suo incasso e pagamento, secondo i meccanismi propri della c.d. “IVA di cassa” che è però oggi regime meramente opzionale con un ambito soggettivo limitato a monte e che può invece funzionare davvero, anche come stimolo alla filiera dei pagamenti, solo se è il regime obbligatorio applicabile a tutti.

Altri esempi possono naturalmente aggiungersi e altre opportunità possono venire colte, se, oggi che lo sforzo finanziario passa paradossalmente in secondo piano, si mette al centro della pianificazione normativa delle prossime settimane il principale sforzo che rimane da fare: quello di cambiare mentalità nello scrivere le norme e nell’affrontare i problemi.

Uno sforzo non da poco, specie in alcune articolazioni tecniche dello Stato che stanno ancora regalando al legislatore un supporto nella redazione e selezione delle norme e ai contribuenti una attività interpretativa degli stessi che dimostra quanto, in alcuni meandri della Pubblica Amministrazione, si sia ancora lontani anni luce dall’aver compiutamente compreso la gravità della situazione, figuriamoci le opportunità coglibili.

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