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Mercoledì, 21 ottobre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Aliquote IVA «in chiaro» per tutti gli Stati Ue

Reso disponibile dalla Commissione Ue un software che consente la ricerca per individuare l’aliquota di beni e servizi

/ Emanuele GRECO e Simonetta LA GRUTTA

Sabato, 17 ottobre 2020

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Nei giorni scorsi, la Commissione europea ha messo a disposizione degli operatori, nel proprio sito internet, uno strumento che consente di individuare la corretta IVA applicabile in ciascuno Stato membro dell’Unione.
Il prezioso strumento, realizzato con la collaborazione dei diversi Stati membri, è disponibile all’indirizzo web: https://ec.europa.eu/taxation_customs/tedb/vatSearchForm.html.
La nuova funzionalità consentirà, dunque, di fare chiarezza sull’aliquota IVA applicata da ogni Stato in merito alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi.

La ricerca, sul nuovo strumento, richiede l’inserimento delle seguenti informazioni:
- lo Stato Ue di interesse;
- la scelta della data alla quale l’aliquota si intende applicabile;
- la scelta di una specifica categoria (con la possibilità, ad esempio, di scegliere una Regione speciale, un’aliquota temporanea, un regime di aliquota “zero” vale a dire la non applicazione dell’IVA con riconoscimento del diritto alla detrazione);
- per le cessioni di beni, il codice di nomenclatura combinata;
- per le prestazioni di servizi, il codice “CPA” (utilizzato, peraltro, nella compilazione degli INTRASTAT e il cui elenco è disponibile, tra l’altro, sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli).

L’implementazione del nuovo sistema, non incidentalmente, fa seguito ed aggiunge un tassello alle recenti novità in materia di e-commerce, volte a trasferire la tassazione dei beni e dei servizi nel luogo di effettivo consumo degli stessi.
Si ricorda, infatti, che, in relazione al c.d. commercio elettronico “indiretto” dal 1° luglio 2021, per effetto della direttiva 2017/2455/Ue:
- il regime del MOSS (Mini One Stop Shop) sarà esteso anche alle vendite a distanza intracomunitarie di beni;
- sono abolite le soglie attualmente previste per le vendite a distanza (comprese tra 35.000 e 100.000 euro), con l’introduzione di una soglia unica di 10.000 euro, valida per tutti gli Stati membri, al di sopra della quale la cessione si considera effettuata nello Stato di destinazione dei beni (con applicazione dell’aliquota IVA locale).

Proprio in merito alle novità applicabili dal 1° luglio 2021, sono state di recente diffuse, da parte della Commissione europea le note esplicative riferite alla disciplina di commercio elettronico “indiretto” di cui alla direttiva 2017/2455/Ue (si veda “Piattaforme digitali coinvolte nel processo di riscossione dell’IVA” del 1° ottobre 2020).

La finalità della nuova disciplina in tema di e-commerce “indiretto”, come ricorda la stessa Commissione europea, è quella di semplificare le procedure per le imprese Ue che effettuano vendite on line transfrontaliere e di rafforzare il mercato unico.
Tali ostacoli derivano, tra l’altro, dal particolare regime IVA delle vendite a distanza (che impone alle imprese Ue, al di sopra di specifiche soglie, di registrarsi nei singoli Stati membri in cui i prodotti sono ceduti e consumati), con un conseguente vantaggio commerciale per le imprese extra Ue rispetto a quelle stabilite nel territorio dell’Unione.

Per quanto concerne, invece, il commercio elettronico “diretto”, la direttiva 2017/2455/Ue, applicabile dal 1° gennaio 2019, è stata solo di recente implementata in Italia con il DLgs. 45/2020.
I servizi elettronici B2C, infatti, dal 2019, assumono rilevanza territoriale nello Stato membro ove è domiciliato o residente (senza domicilio all’estero) il committente (art. 7-octies comma 1 del DPR 633/72).

Dunque, l’IVA si applica nello Stato Ue del committente, secondo le aliquote ivi vigenti, ferma la possibilità per il prestatore di avvalersi del meccanismo del MOSS per l’assolvimento del tributo.

Nell’e-commerce vige l’aliquota dello Stato di destinazione

Alla luce di quanto descritto, si comprende la rilevanza, anche ai fini di una pianificazione delle attività, di uno strumento che consenta agli operatori di verificare in via immediata l’effettiva aliquota applicabile in ciascuno Stato ove il bene si considera ceduto ovvero ove il servizio si considera prestato.

La procedura formale di verifica dell’aliquota IVA applicabile, a livello nazionale, richiede una prima istanza presso l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, competente per l’accertamento tecnico-merceologico sui prodotti ceduti. Solamente in seguito al rilascio del parere tecnico delle Dogane, resta possibile la presentazione di un’istanza di interpello presso l’Agenzia delle Entrate, allegando il predetto parere già rilasciato (cfr. circ. Agenzia delle Entrate n. 32/2010).

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