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EDITORIALE

Congresso archiviato: ora lavoriamo per la categoria

/ Enrico ZANETTI

Mercoledì, 10 novembre 2010

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Una delle cose in assoluto più gratificanti per un giornale è quello di lanciare un dibattito e vederlo raccogliere dai suoi lettori e da chi ha responsabilità specifiche di governo della situazione o circostanza cui il dibattito si riferisce.
È il segno tangibile di essere quello che si vorrebbe: un luogo di incontro e confronto di opinioni.
Pur essendo nato da poco, Eutekne.Info ha già avuto modo di togliersi più volte questa soddisfazione e a tutti i colleghi va il nostro più sincero ringraziamento.

Con specifico riguardo al dibattito accesosi dopo Napoli sulla bontà o meno del congresso, ci perdonerete, ma ci togliamo anche la soddisfazione di chiuderlo.
Abbiamo pubblicato interventi e lettere che esprimevano ogni tipo di opinione, dalle più entusiastiche alle più critiche.
Tutte belle, interessanti e assolutamente opportune, ma ora voltiamo pagina.
Non me ne voglia chi eventualmente ritiene che si potrebbe aggiungere qualche ulteriore sfumatura, ma sono fermamente convinto che proseguire oltre significherebbe fare, nel nostro piccolissimo, quello che tribune ben più importanti fanno con la politica: dedicare le ore a parlare di Ruby, Nadia, Patrizia, Lele Mora, Emilio Fede, Antigua, Montecarlo e passare soltanto i minuti a parlare dei problemi del Paese.
I nostri congressi e le nostre conferenze nazionali sono solo la punta dell’iceberg che, per il resto, come ogni iceberg, sta sotto la linea di galleggiamento.
In quanto tali, è giusto che siano sfavillanti verso l’esterno e oggetto pure di appassionate discussioni al nostro interno, ma il mezzo non deve essere confuso con il fine che, in definitiva, è segnalare l’esistenza di una grandissima “massa” di persone che silenziosamente lavora ogni giorno sotto traccia con professionalità e competenza a favore non soltanto di se stessa e che, talvolta, suo malgrado, si ritrova ad essere sotto la linea di galleggiamento non soltanto in senso metaforico.
Il congresso sfavillante lo abbiamo avuto (chi dice di no, nega l’evidenza), l’acceso dibattito successivo pure: guardiamo avanti.

Ci sono molti altri temi da affrontare e dibattere su queste pagine, oltre che, possibilmente, da risolvere in concreto nelle competenti sedi.
Cercheremo di renderci parte diligente nel promuoverli e ancor più cercheremo di essere recettivi nel considerare gli stimoli che provengono dal nostro patrimonio di colleghi e lettori.
Tutto questo senza naturalmente arretrare di un centimetro dal fronte che rappresenta l’architrave dell’informazione di Eutekne.Info, oltre che della vita quotidiana dei colleghi: l’aggiornamento tecnico e scientifico.
Stranamente, i due binari, dibattiti di categoria e informazione tecnica tempestiva e di qualità, non si erano mai incontrati fino a oggi.

Qui, viceversa, il mix sta riuscendo: c’è una minoranza che segue il quotidiano per i dibattiti, una maggioranza che invece è interessata essenzialmente a sapere se l’adempimento tal dei tali va fatto così o cosà, un numero sempre crescente che butta un occhio sia all’uno che all’altro ambito.
Ecco, con una piccola rivendicazione di orgoglio, permetteteci di dire che, se è vero che i commercialisti sono prima di tutto una comunità di cui si deve stimolare il senso di appartenenza, ebbene: è con iniziative come queste che lo si crea e alimenta.

Curioso, da questo punto di vista, che a realizzarlo ci abbia pensato un ente come il Gruppo di Studio Eutekne, interamente composto da commercialisti con un fortissimo spirito di appartenenza, ma pur sempre ente privato che, tra l’altro, vive esclusivamente (e sottolineo esclusivamente) della preferenza che i colleghi gli accordano liberamente sul mercato e può permettersi di imbarcarsi in simili avventure anche perché i soci non hanno mai chiesto un euro di dividendo.
È in definitiva ai nostri colleghi-soci e ai nostri colleghi-clienti (non colleghi-iscritti o, diciamolo francamente, coscritti) che va il nostro più sentito ringraziamento.
Perché, senza di loro, una iniziativa come questa non sarebbe mai potuta nascere e tanto meno potrebbe continuare.
E invece, grazie a loro e a quanti altri li affiancheranno, continuerà; ma, vivaddio, senza altri interventi sul congresso, fino almeno a Bari 2012.

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