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Mercoledì, 27 ottobre 2021 - Aggiornato alle 6.00

IMPRESA

Accantonamento tributario non obbligatorio nel concordato

La posizione della Cassazione è troppo severa, dato che la normativa non dispone un obbligo del tribunale in tal senso

/ Antonio NICOTRA

Lunedì, 29 ottobre 2018

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Nel giudizio di omologa del concordato non sussiste un “obbligo di accantonamento” dei crediti contestati, atteso che una previsione in tal senso paralizzerebbe la procedura concorsuale.

L’art. 180 comma 6 del RD 267/42, infatti, stabilisce che il tribunale può, in sede di omologa del concordato preventivo, disporre in via prudenziale gli accantonamenti dei crediti “contestati, ovvero condizionati o irreperibili”, oppure escluderli in ragione di una valutazione, funzionale solo alla procedura (data l’autonomia dei rapporti tra la verifica amministrativa e quella giurisdizionale), compiuta in via incidentale, sulla fondatezza delle pretese creditorie.

Il criterio guida che deve orientare questa valutazione è quello imperniato sulla necessità o sull’opportunità

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