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Venerdì, 14 agosto 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Cessione delle eccedenze IRES possibile anche senza bilancio consolidato

In questo caso, occorre che la cessionaria benefici dell’esonero dalla redazione del bilancio consolidato

/ Salvatore SANNA

Sabato, 1 agosto 2020

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La risposta a interpello n. 233, l’Agenzia delle Entrate ha ammesso la possibilità di cedere attraverso la procedura prevista dall’art. 43-ter del DPR 602/73 l’eccedenza IRES prodottasi per effetto delle ritenute d’acconto applicate sui proventi corrisposti da OICR e SICAV (art. 26-quinquies del DPR 600/73 e art. 10-ter della L. 77/83) alla propria società controllante “astrattamente tenuta alla redazione del bilancio consolidato”.
Attraverso l’applicazione dell’art. 43-ter del DPR 602/73 viene riconosciuta la possibilità di procedere, fra soggetti appartenenti allo stesso “gruppo”, alla cessione delle eccedenze IRES alla propria controllante con la conseguente utilizzabilità di tali eccedenze da parte del cessionario a diretta compensazione dei propri debiti di imposta.

Per definire quali siano la società controllante e le società controllate ai fini della disposizione in esame, il primo periodo del comma 4 dell’art. 43-ter del DPR 602/73 individua quello che per semplicità è stato definito “gruppo fiscale”, affermando che l’ente o società controllante considera controllate: le società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata le cui azioni o quote siano possedute, direttamente dalla controllante o indirettamente tramite altra società controllata, in misura non inferiore al 50% del capitale; le società nella quali il controllo permane fin dall’inizio del periodo di imposta precedente a quello cui si riferiscono i crediti di imposta ceduti.

Il secondo periodo del comma 4 dell’art. 43-ter del DPR 602/73 stabilisce che le disposizioni in materia di cessione delle eccedenze di imposta si applicano, “in ogni caso”, alle società e agli enti “tenuti alla redazione del bilancio consolidato” ai sensi del DLgs. 127/91.
In caso di redazione del bilancio consolidato, quindi, rientrano nel regime in esame la capogruppo (controllante) e le società controllate ai sensi dell’art. 2359 comma 1 n. 1 e 2 c.c.

Inoltre, non è necessaria la sussistenza del vincolo del possesso della maggioranza di capitale. Possono procedere alla cessione delle eccedenze anche:
- le società nelle quali la controllante, in virtù di contratti o di clausole statutarie consentite dalla legge, ha il diritto di esercitare un’influenza dominante;
- le società nelle quali la controllante, in virtù di accordi con altri soci, ha la maggioranza dei diritti di voto.
La cessione dei crediti è, dunque, consentita sia nell’ambito del c.d. “gruppo fiscale”, laddove vi sia una partecipazione di maggioranza, sia nell’ambito del c.d. “gruppo civile”, nel caso in cui le società o gli enti a capo del gruppo siano “tenuti alla redazione del bilancio consolidato”.

La R.M. 23 maggio 1996 n. 483 (§ 1.2.1) ha osservato che la norma in esame, stabilendo che le disposizioni contenute nello stesso art. 43-ter si applicano, in ogni caso, alle società e agli enti “tenuti alla redazione del bilancio consolidato” deve essere interpretata nel senso che è consentita la cessione delle eccedenze tra i soggetti che hanno l’obbligo di redigere il bilancio consolidato (e non la mera facoltà).
La cessione delle eccedenze a credito è, altresì, consentita anche laddove l’obbligo di redazione del bilancio consolidato, astrattamente imposto dalla norma, non sia adempiuto perché già assolto da un altro soggetto, a sua volta obbligato, come nel caso di una controllante estera. In particolare, l’Agenzia delle Entrate richiama le casistiche che prevedono l’esonero dalla redazione del bilancio consolidato.

Secondo l’art. 27, comma 3 del DLgs. 127/91, non sono soggette alla redazione del bilancio consolidato le imprese controllate per una quota superiore al 95% ovvero, in difetto di tale condizione, quando la redazione dello stesso non sia richiesta almeno sei mesi prima della fine dell’esercizio da tanti soci che rappresentino almeno il 5% del capitale. Tale esonero è subordinato alle seguenti condizioni:
- l’impresa controllante, soggetta al diritto di uno Stato membro dell’Ue, rediga e sottoponga a controllo il bilancio consolidato secondo il DLgs. 127/91 ovvero secondo il diritto di altro Stato membro dell’Ue o in conformità ai principi contabili internazionali adottati dall’Ue;
- l’impresa controllata non abbia emesso valori mobiliari ammessi alla negoziazione in mercati regolamentari italiani o dell’Ue (art. 27 comma 4 DLgs. 127/91).

Le ragioni dell’esonero devono essere indicate nella Nota integrativa al bilancio d’esercizio con l’indicazione della denominazione e la sede della società controllante che redige il bilancio consolidato.

Nel caso analizzato dall’Agenzia delle Entrate, poi, si applicano anche le disposizioni specifiche che riguardano le imprese di assicurazione e di riassicurazione.
Alla luce di questo quadro normativo, l’Agenzia ritiene che sia possibile cedere le eccedenze IRES in argomento alla società che astrattamente dovrebbe redigere il bilancio consolidato nel presupposto che sussistano i requisiti del gruppo riepilogati sopra.

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