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Martedì, 22 settembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Detraibile l’IVA sugli acquisti per risistemare la strada comunale

/ REDAZIONE

Giovedì, 17 settembre 2020

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L’IVA dovuta o versata per i beni e servizi utilizzati per la realizzazione di lavori di ampliamento di una strada comunale, che consente l’accesso ad una cava, deve ritenersi detraibile qualora detti lavori rappresentino la condizione indispensabile per ottenere l’autorizzazione allo sfruttamento della cava stessa; sussiste, infatti, un “nesso diretto e immediato” tra le opere eseguite e l’attività economica esercitata. Si tratta di uno dei principi contenuti nella sentenza di ieri, 16 settembre 2020, relativa alla causa C-528/19, pronunciata dalla Corte di giustizia Ue.

I giudici europei hanno esaminato sotto diversi profili l’operazione testé descritta, per valutare, oltre all’esistenza delle condizioni per esercitare il diritto alla detrazione dell’imposta sugli oneri sostenuti per la risistemazione della strada, l’eventualità che la concessione della cava di calcare potesse costituire il corrispettivo per i lavori eseguiti, nonché la possibilità che la realizzazione di tali opere fosse assimilabile a una cessione di beni effettuata a titolo oneroso.

La Corte Ue ha affermato che l’autorizzazione allo sfruttamento della cava non può costituire il corrispettivo ottenuto a fronte della realizzazione dei lavori di ampliamento della strada di accesso. La decisione di concedere tale autorizzazione rappresenta, infatti, un atto unilaterale da parte dell’amministrazione distrettuale dello Stato membro (Germania), che, in quanto tale, non può comportare l’instaurazione di un rapporto sinallagmatico fra le parti.

Nella sentenza viene stabilito, infine, che i lavori eseguiti gratuitamente dal soggetto passivo, non possono essere assimilati a una cessione a titolo oneroso, rilevante ai fini del tributo. Il caso in esame non può, infatti, essere equiparato a quello relativo alle estromissioni di beni dell’impresa per esigenze private dell’imprenditore, che sono soggette ad IVA allo scopo di evitare che si verifichino “situazioni di consumi finali non tassati”.

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