X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Mercoledì, 21 ottobre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Irretroattive le soglie relative alla presunzione sui prelievi

La Cassazione sottolinea la natura sostanziale dell’art. 32 del DPR 600/73

/ Alice BOANO

Mercoledì, 23 settembre 2020

x
STAMPA

download PDF download PDF

La modifica alla disciplina intervenuta in materia di presunzioni legali derivanti dai prelevamenti bancari di cui all’art. 32 del DPR 600/73, posta in essere dall’art. 7-quater comma 1 lett. a) del DL 193/2016, non ha carattere retroattivo.
Pertanto solamente dal 3 dicembre 2016 (data di entrata in vigore della legge di conversione n. 225 del 2016), a base delle rettifiche ed accertamenti, saranno considerati ricavi i prelevamenti o gli importi riscossi nei limiti previsti dalla nuova disposizione.
Ad affermarlo la Corte di Cassazione in occasione della sentenza n. 19774, depositata ieri.

In base a quanto previsto dall’art. 32 comma 1 n. 2 del DPR 600/73, ai fini della determinazione del maggior reddito solo i prelevamenti superiori a 1.000 euro giornalieri e, comunque, a 5.000 euro mensili, assumono rilevanza quali elementi posti alla base delle rettifiche e degli accertamenti, sempre che il contribuente non indichi il beneficiario e non risultino dalle scritture contabili.
Al di sotto di tale limite, la presunzione non opera.

La modifica legislativa, occorre evidenziare, non ha modificato la disciplina relativa ai versamenti, i quali, a prescindere dall’importo, continuano a tramutarsi in ricavi o compensi non dichiarati.
Intorno alla retroattività della modifica legislativa era sorto un acceso dibattito sin dall’entrata in vigore della norma.
A favore della retroattività si era espressa, a più riprese, numerosa giurisprudenza di merito (C.T. Prov. Isernia 9 gennaio 2018 n. 12/1/18, C.T. II grado Trento 12 luglio 2017 n. 79/1/17 e C.T. Reg. Lombardia 24 ottobre 2017 n. 4239/20/17) e la prassi (circolare Guardia di Finanza 7 aprile 2017 n. 109546 e circolare Guardia di Finanza 27 novembre 2017 n. 1/2018).

La tesi della retroattività poteva trovare già riscontro nella prassi dell’Amministrazione finanziaria. Sul punto, è possibile richiamare l’introduzione, ad opera della legge 311/2004, della presunzione sui prelevamenti non giustificati ai possessori di reddito di lavoro autonomo, ora espunta dal testo (circolare Agenzia Entrate 19 ottobre 2006 n. 32 § 5.4), nonché la presunzione di imponibilità dei capitali illecitamente detenuti all’estero (circolare Agenzia Entrate 16 luglio 2015 n. 27, § 5.2).

La stessa Agenzia delle Entrate, tuttavia, si era però espressa in senso contrario, in occasione di Telefisco del 2 febbraio 2017 (risposta 48), specificando che la norma è irretroattiva poiché riguardante l’attività istruttoria e non quella di accertamento e, successivamente, attraverso la circolare Agenzia delle Entrate 7 aprile 2017 n. 8, § 19.

Anche presso la giurisprudenza di merito la tesi della irretroattività aveva trovato conferma (C.T. Reg. Liguria 13 novembre 2017 n. 1543/6/17) fondando le proprie ragioni sul rigetto della natura processuale della disciplina in questione.

Agenzia delle Entrate della stessa opinione

La Corte di Cassazione, nella sentenza oggi in commento, richiama la sua pregressa giurisprudenza in tema di indagini finanziarie, a mente della quale risulta decisiva la natura sostanziale della norma (Cass. 21 ottobre 2019, n. 26683).
Per i giudici di legittimità non vi sono ragioni per discostarsi da tale orientamento e, dunque, la normativa deve ritenersi non applicabile alle controversie in corso in relazione ad accertamenti anteriori alla sua entrata in vigore.

TORNA SU